lunedì 11 maggio 2015

Boschi: “La scuola non è dei sindacati”

Boschi: “La scuola non è dei sindacati” (SILVIO BUZZANCA)

Boschi“Non possiamo lasciarla solo nelle loro mani”. La Cgil insorge: “Questo è disprezzo della democrazia” Fassina: “Parla come la Gelmini”. Il ministro attacca Berlusconi e Brunetta replica: “Troppo potere a chi ha studiato poco”.

ROMA – Un attacco ai sindacati della scuola, uno scontro con Renato Bunetta, critiche alla minoranza del Pd.
Domenica elettorale per Maria Elena Boschi, impegnata a sostenere il candidato dem nelle Marche Luca Ceriscioli. Una buona occasione per parlare di cosa fa il governo. A partire dalla “buona scuola”. La ministra delle Riforme ricorda che il testo della riforma è già cambiato e cambierà ancora, dice che non «c’è un prendere o lasciare». Ma alla fine avverte: «Quello che non è accettabile è lasciare le cose come sono. La scuola solo in mano ai sindacati funziona? Io credo di no».
Parole che, naturalmente non piacciono ai sindacati. Il segretario generale di Flc-Cgil Domenico Pantaleo replica subito che quella frase «conferma l’arroganza e il disprezzo della democrazia». Secondo il sindacalista, «la scuola non è dei sindacati ma nemmeno proprietà privata del governo. È del paese e di chi quotidianamente garantisce alle nuove generazioni di avere una istruzione all’altezza dei tempi». E rispetto ai cambiamenti fatti e ipotizzati, Pantaleo replica: «Gli emendamenti approvati non cambiano l’impianto autoritario e incostituzionale del disegno di legge.
Nelle prossime ore la mobilitazione continuerà e si allargherà». Per il ministro dell’Istruzione Giannini invece quelle modifiche hanno «arricchito l’impianto del ddl», sciogliendo nodo tecnici e politici. Nella polemica che interviene anche Stefano Fassina. «Che tristezza, la Boschi parla come la Gelmini nel 2008», dice il deputato della minoranza. La ministra però non si limita a polemizzare con i sindacati. Apre un altro contenzioso con Brunetta. La Boschi, infatti, non gradisce le parole di Berlusconi sull’Italicum, l’evocazione del rischio autoritario. E replica ironica: «Ci siamo sentiti dire che il governo vuole una legge antidemocratica, che siamo ad un principio di dittatura. Berlusconi lo ha detto anche ieri: ”’siamo vicini a una deriva autoritaria”; e lui ha esperienza… «.
Brunetta, che da tempo ha la ministra nel mirino, la attacca. «Povera Boschi — dice il capogruppo forizista alla Camera — troppo potere e visibilità per chi ha letto e studiato poco come lei». Poi Brunetta ricorda «che Berlusconi ha vinto le sue ultime elezioni con il 48 per cento in maniera netta e senza brogli; quando ha vinto il Pd il sospetto di brogli c’era». E qui il deputato forzista allarga il discorso alle primarie del Pd vinte da Renzi e annuncia: «Chiederemo la commissione di inchiesta sulle primarie. Come si sono svolte? Chi le ha finanziate? Le votazioni sono state regolari?». Nel frattempo la Boschi parla di Pippo Civati e giudica il suo abbandono del Pd come un fatto isolato, che non avrà conseguenze nel partito.
Da La Repubblica del 11/05/2015.

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