giovedì 21 maggio 2015

CARLO FRECCERO: “QUANTA ARROGANZA DA RENZI IN RIVIERA”

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CARLO FRECCERO: “QUANTA ARROGANZA DA RENZI IN RIVIERA” (di Lorenzo Vendemiale)

Nato a Savona ma trapiantato a Roma, Carlo Freccero continua a portarsi la Liguria nel cuore (“anche se ormai ci vado sempre meno”). E adesso guarda alle elezioni della sua terra “con grande interesse e un pizzico di speranza: è un test importante per capire se in Italia può aprirsi una fase nuova”.
Freccero, davvero la Liguria può essere laboratorio politico per il Paese?
Siamo piccoli noi liguri, non contiamo nulla (ride, nda). Scherzi a parte, sulle Regionali pesano tanti fattori particolari. Si vince da soli, contano le persone. Eppure può essere un simbolo di quello che accade nel Paese.
In che senso?
La Liguria rappresenta l’arroganza di questo Partito Democratico: un candidato sbagliato e imposto con la forza, le primarie scorrette e poco trasparenti, la frattura a sinistra. E la gente che è stufa.
Raffaella Paita non le piace proprio…
La Paita è centro, nessuno la percepisce come sinistra. È la candidatura ideale del Patto del Nazareno, la dimostrazione vivente che l’asse Renzi-Berlusconi esiste eccome.
E Toti?
Una versione sbiadita della Paita. Si è differenziato un minimo quando la Lega ha deciso di appoggiarlo. Anche questo può valere a livello nazionale: oggi il centrodestra ha un’identità solo con Salvini.
In Liguria però ci sono altri due candidati forti…
Appunto, è questa la grande novità politica: un Movimento 5 Stelle forte e Pastorino. La gente in un primo momento pensava di non andare a votare, poi ha capito che ci può essere un’alternativa. Magari insieme…
Un’alleanza Pastorino-M5S?
Me lo auguro. I 5 stelle devono capire che a destra con Salvini non hanno più spazio: se si aprissero a sinistra, invece, potrebbe davvero nascere qualcosa di nuovo. Mi piacerebbe molto ad esempio vederli governare insieme in Giunta.
Perché questo accada c’è bisogno che la Paita perda. Possibile? 
È difficile, ma più passa il tempo più il fronte anti-Paita si rafforza. Ed è un fronte anti-Renzi. Non vedo grandi distanze, è tutto in bilico.

Se il Pd uscisse sconfitto in Liguria potrebbero esserci delle ripercussioni sul governo?
Non so, probabilmente ci vorrebbe un tracollo più esteso, anche in Veneto e Campania. Di certo sarebbe un messaggio chiaro: “Renzi, abbassa la cresta”.

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