lunedì 18 maggio 2015

C’è anche il condannato per molestie (Vincenzo Iurillo)

La difesaIN LISTA CON I SOCIALISTI PER DE LUCA, CORRADO GABRIELE: QUATTRO ANNI PER VIOLENZA SESSUALE.

Napoli – Nelle liste di Vincenzo De Luca c’è un condannato in primo grado per violenza sessuale su minori”. L’attacco arriva a freddo con un comunicato mattutino. L’azzurra Mara Carfagna rompe un embargo, un silenzio che ha avvolto per settimane e in qualche modo protetto un nome dal dibattito sugli impresentabili nelle liste collegate all’aspirante governatore Pd in Campania. “La mia storia personale, le mie battaglie mi impongono un intervento. Non posso tacere”, dice l’ex ministro delle Pari Opportunità di Berlusconi.
Il nome del condannato, Carfagna non lo esplicita. Ma gli addetti ai lavori sanno che si riferisce a Corrado Gabriele, candidato nel Psi. Gabriele è stato assessore regionale al Lavoro nell’ultima giunta di Antonio Bassolino.
Era in quota Rifondazione Comunista, partito dal quale uscì candidandosi al consiglio regionale nel 2010 con il Pd, dove ha militato qualche anno prima di passare nel gruppo consiliare socialista. L’avviso di garanzia raggiunse Gabriele nel 2005. Rimise subito la delega di assessore nelle mani di Bassolino, che respinse le dimissioni e lo lasciò al suo posto. La condanna è arrivata nel 2011: 4 anni e tre mesi di reclusione, e una provvisionale di 10.000 euro a testa alle parti civili, al termine di un processo a porte chiuse che come sempre in questi casi ha sviscerato dettagli fastidiosi e urticanti.   I GIUDICI della Terza Sezione del Tribunale di Napoli hanno ritenuto fondate le tesi del pm Giuseppina Loreto: Gabriele avrebbe molestato sessualmente le due figlie di primo letto della ex compagna durante la loro relazione. Una delle due ragazze era minorenne all’epoca dei fatti. Non ci fu, è bene chiarirlo, una vera violenza fisica. La sentenza è vecchia di 4 anni e ancora si attende l’inizio del giudizio di Appello. “Il processo deve fare il suo corso – sostiene Carfagna   – ma pur non rinunciando al garantismo, non si può far finta di nulla. Conosco Vincenzo De Luca, ha mille difetti, ma non può di certo accettare per pura convenienza politica di essere sostenuto da una persona su cui pende un’accusa di questo tipo. Sono però certa che sia lui che il premier Renzi troveranno il modo di prendere le distanze da questa scelta. Mi auguro con tutto il cuore che la presa di distanza non sia un banale ‘non sapevamo nulla’ e che arrivino parole nette e scuse a tutte le donne italiane e campane”. Gabriele replica con una lunga nota. Eccone un estratto. “Anche le pietre a Napoli sanno che sono completamente estraneo ai fatti e alle circostanze, peraltro ridicole, che mi vengono imputate e proprio oggi sono ancor più ansioso di poterlo dimostrare, dato che finalmente verrà celebrato il processo d’Appello. Per fortuna ho un rapporto meraviglioso coi miei tre figli che sono cresciuti con me e che sanno bene chi è il loro papà. Mi spiace poi che proprio Mara – aggiunge l’esponente del Psi – che suo malgrado nel corso degli anni ha dovuto subire diversi attacchi per i suoi trascorsi personali, adesso tiri in ballo la mia persona e lo stesso Vincenzo De Luca per fatti ampiamente noti e che nulla hanno a che vedere con la politica”.
Da Il Fatto Quotidiano del 17/05/2015.

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