venerdì 8 maggio 2015

CIVATI FA LE SUE CONSULTAZIONI PIANO PER UN GRUPPO AL SENATO

CIVATI FA LE SUE CONSULTAZIONI PIANO PER UN GRUPPO AL SENATO (Salvatore Cannavò)

CivatiDA LANDINI A CAMUSSO, FINO AGLI EX M5S. E SUL BLOG PARTONO LE ISCRIZIONI.

Il giorno dopo, Pippo Civati ha compreso che sta per giocarsi la partita della vita. L’addio al Pd è ormai un fatto acquisito anche se in quel partito c’è chi gli chiede di ripensarci e, soprattutto, c’è tra i suoi sostenitori chi non lo segue, come Corradino Mineo.   CIVATI PERÒ HA VARCATO il suo piccolo Rubicone e quindi ormai studia da leader. Il primo atto è stato quello di rivedere il proprio blog, molto seguito e che da ieri vede campeggiare la sua faccia telegenica con una scheda per registrare la propria adesione. Al tempo della politica 2.0, le iscrizioni a un partito che ancora non c’è si fanno anche così. Il neo-leader, però, ha fatto anche altro contattando e vedendo possibili alleati e sostenitori. 
  Nei giorni scorsi è andato in Fiom a prendere un caffè con Maurizio Landini che ha registrato un suo diverso atteggiamento nei confronti della “coalizione sociale”. Civati all’inizio l’aveva bollata come una proposta confusa mentre ora punta a un rapporto diretto con Landini anche se quest’ultimo è molto restio a farsi trascinarenel solito “tormentone” politico. Civati, comunque, ha chiesto un incontro anche a Susanna Camusso, a Paolo Ferrero di Rifondazione comunista e ieri si è recato al Senato per incontrare i senatori ex M5S con i quali dovrebbe formare un nuovo gruppo a Palazzo Madama. L’operazione si realizzerà la prossima settimana e vedrà riuniti i sette senatori di Sel più altri fuoriusciti vari. Un pacchetto di mischia che avrebbe una certa influenza in quel campo minato rappresentato dalla Camera alta.   IL RAPPORTO CON SEL , in ogni caso, è al momento quello decisivo perché il partito di Nichi Vendola si è buttato a corpo morto sull’ex dirigente democratico atteso da mesi nel suo passo decisivo. Vendola e i suoi sono disponibili a sciogliersiper far nascere una cosa nuova, “finalmente fuori dalla vecchia logica pattizia”, come spiega il responsabile organizzazione, Massimiliano Smeriglio. L’ipotesi è di far nascere una “cosa nuova” dotata di proprie regole democratiche, magari di primarie e quindi in grado di competere sul serio nell’agone politico. Insomma, non un partitino del 5-6%.   L’attivismo di Sel, però, potrebbe non essere piaciuto molto a Civati: troppo stretto e repentino l’abbraccio, troppo datata la proposta, avanzata da quest’ultimo, di una leadership della nuova sinistra affidata a Giuliano Pisapia. Il nome del sindaco di Milano, in realtà, è stato avanzato nei giorni scorsi dal fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari anche se nelle varie anime della sinistra in gestazione nessuno scommette sulla sua figura. “Serve una nuova generazione” sottolinea Smeriglio che oltre a Civati comprenda tanti validi dirigenti della stessa Sel, come il coordinatore Nicola Fratoianni o il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda.  Per i nomi è ancora presto, però. Prima, bisogna realizzare la “nuova cosa”. Tutto si metterà in moto dopo le elezioni regionali incaricate di offrire elementi nuovi di analisi. Civati, ad esempio, si attende molto dal risultato ligure dove il “suo” candidato, Luca Pastori-no è dato dai sondaggi al 20%. Non vincerà ma quella cifra aiuterebbe a misurare le ambizioni sue e dei suoi compagni di viaggio.   Il già candidato alle primarie Pd contro Renzi, spera anche in altri arrivi dal Pd, ad esempio quello di Stefano Fassina o di Alfredo D’Attorre che al momento non si muovono ma che, dopo le Regionali, potrebbero farlo. C’è poi il ruolo di Sergio Cofferati che si è sentito ieri meno solo nella sua decisione, presa mesi fa, di abbandonare il Pd e che da parlamentare europeo gioca un ruolo non marginale.  LA PARTITA È SOLO all’inizio. I renziani si dicono convinti che Civati non porterà via chissà quale porzione di elettorato rivolgendosi, di fatto, solo a chi ha già abbandonato il Pd. Scorrendo i commenti sui social network e in calce al suo blog, sembrerebbe proprio così. A sinistra, però, si intravvedono le prime serie difficoltà del governo che ha trovato un ostacolo imprevisto nella riforma della scuola e che non incrocia nessuna ripresa economica. Le cose possono cambiare, è la speranza. Chi guarda da lontano, ma con occhio interessato, è anche il M5S che marca stretto le mosse di Civati. Ieri è stato Beppe Grillo a lanciare l’ultima offesa: “Sono mezze calze”.
Da Il Fatto Quotidiano del 08/05/2015.

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