lunedì 4 maggio 2015

Deja vu

Deja vu

bansky
O di qua o di là. Non ci sono vie di mezzo, non c’è spazio per un ragionamento. O a favore o contro.
Milano devastata dai black block ieri durante la manifestazione No Expo, come Genova nel 2001 al G8.
Ieri contro il modello Expo, ieri contro o anti, la globalizzazione, il sistema.
O si è per questa Expo o si è anti expo, dalla parte di chi devasta e distrugge. Dei black block.
I titoli dei TG e i commenti (sui social, dei politici) sono stati chiari: le due Milano.
Spazio per una posizione critica, nei confronti delle promesse tradite, sui costi aumentati, sui campi coltivati cementati, sulle opere connesse ad Expo costose e inutili, sulla corruzione .. niente.
Lo stesso presidente del Consiglio, all’inaugurazione, ha tirato la stoccata contro il partito del “non ce la farete mai”.
Come se i lavori nei padiglioni fossero tutti finiti. Ma tant’è ..
Ci si deve schierare: o dalla parte di quelli che Expo è un’opportunità, un volano, una grande opera, l’immagine positiva del paese.
O dall’altra. I black block erano infiltrati, come ai tempi di Kossiga, come mai la polizia li ha lasciati fare …
Tempi duri per quelli che vogliono esprimere una posizione articolata e contraria alla massa. Contro la scenografia di un Expo dove il made in Italy è annacquato in mezzo all’immagine delle multinazionali e dove il tema del nutrire il pianeta è messo in secondo piano.
Contro i movimenti no expo che non hanno capito come tutte le loro buone intenzioni sono finite in secondo piano, grazie a questi infiltrati vestiti di nero. Il servizio del TG3 regionale delle 13 li mostrava mentre si incamminavano al punto di inizio della manifestazione. Erano organizzati, sapevano cosa fare, come colpire e come dileguarsi.
Gli organizzatori della contromanifestazione li conoscevano? Li hanno lasciati entrare loro? Spero che la lezione serva pro futuro.
Anche perchè, le persone che soffrono la fame, non verranno salvate né da Expo, né dagli incappucciati.
Da unoenessuno.blogspot.it

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