venerdì 1 maggio 2015

DISOCCUPATO (di Umberto Saba)

Viandante

DISOCCUPATO (di Umberto Saba)


rsbaplatinia cura di Rosalba Platini
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Dove sen va cosí di buon mattino
quell’uomo al quale m’assomiglio un poco?
Ha gli occhi volti all’interno, la faccia
sí dura e stanca.
Forse cantò coi soldati di un’altra
guerra, che fu la guerra nostra. Zitto
egli sen va, poggiato al suo bastone
e al suo destino,
tra gente che si pigia
in lunghe file alle botteghe vuote.
E suona la cornetta all’aria grigia
dello spazzino.

(da “Il Canzoniere”)

La sensibilità del poeta per il mondo quotidiano si concentra su una figura emarginata ma sempre attuale – specialmente ai giorni nostri – come quella del disoccupato. Questi – a cui il poeta si paragona in parte – viene colto nel momento del girovagare senza meta con il viso stanco già di buon mattino e gli occhi disperati. Il richiamo alla semplicità della vita quotidiana – tema caro al poeta fin dagli esordi – è decisamente molto evidente e trasforma la sua lirica in una sorta di narrazione, di racconto. Nella seconda strofa, il poeta si abbandona all’immaginazione per ricostruire il passato del viandante, ieri vittima della guerra, oggi delle banche e delle speculazioni. Infine, l’attenzione del poeta si posa sulla lunga fila di persone all’entrata delle botteghe, a cui lo stesso disoccupato si avvicina, come ci si avvina oggi alle mense e ai dormitori della Caritas, immagine questa che descrive ancor meglio il senso di solitudine, anonimato e atomismo esistenziale.
(n.d.r.)

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