martedì 19 maggio 2015

BOSCHI È IL VOLTO DOLCE E TELEGENICO DEL NUOVO POTERE


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BOSCHI È IL VOLTO DOLCE E TELEGENICO DEL NUOVO POTERE (di Daniela Ranieri)

Dev’essere dura fare a vita la bionda della classe. Se ti invitano al cinema, è per farsi belli con gli amici; se ti chiamano alle feste, è per far venire più gente; se c’è da andare a parlare col preside, mandano sempre te, confidando nella capacità persuasiva dei tuoi occhioni blu. Compiangiamo la ministra delle Riforme e dei rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi, che domenica èstata mandata al Foro Italico a premiare il tennista Novak Djokovic, vincitore degli Internazionali Bnl.
Accanto a un phonatissimo presidentedel Coni Malagò, la ministra, radiosa come una ragazza dello spot del Campari, ha consegnato con le sue manine il trofeo del Masters 1000al serbo, che per l’emozio- ne si è poi sparato iltappo dello champagne in faccia. Fortuna per lei, e per l’Istituzione sui cui più alti scranni siede, non era in bikini (di cui un saggio ci è stato offerto un’estate fa sui giornaletti da sala d’attesa dell’estetista), né aveva lafascia da miss Parlamento, ma un tailleur pantalone nero e una riga di eye-liner.
Domandare “perché?” è un puro esercizio di stile. Forse Renzi sta pensando di riformare costituzionalmente le regole del tennis. Forse la Boschi dovrà relazionare il Parlamento sulla regolarità delle procedure di premiazione al Foro Italico. Forse da piccola sognava di diventare una tennista. Non importa: la first lady de facto è il volto dolce del nuovo potere, la sua telegenica tuttofare, perfettamente aderente alla narrativa che vuole il governo come attentissimo nei confronti delle donne anche se le usa come testimonial mute della propaganda.
Infatti: chi inviamo in Parlamento a fare la non popolarissima professione di fede nel garantismo? Chi mandiamo a prendere i bambini adottati in Congo? Chi buttiamo nell’arena a difendere le peggio riforme della Repubblica contro i professoroni, i sindacati, i magistrati? Come una battuta di caccia o un torneo di cricket, il trofeo del tennis ha offerto la cornice in cui far rifulgere lo charme di rappresentanza della nostra duchessa di Kent. Escluso mandare il legittimo titolare delle deleghe allo sport (che è sempre Renzi, visto che le deleghe che erano di Delrio se le è tenute lui), o una donna magari ladylike, ma priva del piglio reclamistico della coniglietta mannara. Meglio la bionda plenipotenziaria. La quale vedremmo bene anche come madrina di Miss Italia, valletta a Sanremo e giudice di “Amici”, per sabotare le velleità nazional-popolari del nuovo nemico Saviano.

Il problema, beninteso, non è che la Boschi premi i campioni di tennis o di qualsiasi altra disciplina sportiva; il problema è che faccia il ministro.

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