venerdì 8 maggio 2015

Don Zerai: «Una mossa per evitare la risoluzione»

da il manifesto
POLITICA

Don Zerai: «Una mossa per evitare la risoluzione»

Don Zerai. Il sacerdote fondatore dell'Agenzia Habeshia

Immigrati in Libia
''Questa è una mossa poli­tica per evi­tare che si arrivi a una riso­lu­zione dell’Onu che auto­rizzi un inter­vento mili­tare o un’occupazione dei porti da cui par­tono i migranti, così come si era paven­tato di inter­ve­nire bom­bar­dando e distrug­gendo i barconi».
Non ha dubbi don Mous­sie Zerai, fon­da­tore dell’Agenzia Habe­shia, su come inter­pre­tare l’apertura fatta dal governo di Tri­poli. «E’ una mossa pre­ven­tiva anche per met­tere in ombra l’altro governo, quello di Tobruck, dimo­strando che non ha nes­suna auto­rità né con­trollo del territorio.
Ma l’offerta di col­la­bo­ra­zione con l’Unione euro­pea può essere sincera?
Se è sin­cera lo si vedrà nel tempo. ma già adesso sento dire che si dovrebbe ripar­tire dall’accordo fatto a suo tempo con Ghed­dafi: que­sto vuol dire che l’immigrazione tor­nerà a essere un’arma di ricatto verso l’Europa.
L’annuncio di Tri­poli peg­gio­rerà ulte­rir­mente le con­di­zioni dei migranti?

Que­sto già avviene, basta vedere i cen­tri in cui sono trat­te­nuti in con­di­zioni pie­tose. Più gente verrà trat­te­nuta, più que­sti luo­ghi diven­te­rano un inferno.

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