giovedì 28 maggio 2015

ECCO LA CAMPAGNA 5STELLE: GRILLO LASCIA LA SCENA E I DELFINI INVADONO I TALK SHOW

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ECCO LA CAMPAGNA 5STELLE: GRILLO LASCIA LA SCENA E I DELFINI INVADONO I TALK SHOW (di Annalisa Cuzzocrea)

Il leader sarà presente solo al comizio finale di Genova I cinque del direttorio alla guida, crolla l’anatema sulle tv.
grillo2Beppe Grillo a casa sulla collina di Sant’Ilario, dopo i blitz da ritorno alle origini alle assemblee Eni e Ferrovie del Nord e qualche piatto di trofie al pesto servito in un ristorante di Genova per l’autofinanziamento. I suoi parlamentari ovunque: solo ieri, a Nocera inferiore, Altamura, Caserta, Villa San Giovanni, Mestre, San Teodoro, Pietraperzia, Enna, Augusta. A Giuliano c’era Alessandro Di Battista, a Matera Roberto Fico, a Bronte Luigi Di Maio. Hanno battuto l’Italia palmo a palmo, i 5 del direttorio. E non solo loro: per queste elezioni amministrative si sono mossi deputati, senatori, europarlamentari.
Ma soprattutto, quelli che sono ormai i volti “istituzionali” del Movimento sono andati in tv. «Il talk show ti uccide, digli di smettere», «il doping dei talk è finito», «sono penosi»: roba da blog che sembra dimenticata. Com’è lontano il precetto sulla base del quale era stato fatto fuori il primo senatore espulso, Marino Mastrangeli. «Evitare la partecipazione ai talk», recitava il regolamento dei candidati grillini. In due anni è stato un tira e molla di «ci andiamo, ma in collegamento», «veniamo, ma senza interagire con gli altri», «sì ai tg, no ai salotti». Poi vennero le europee del 2014, il selfie di Beppe Grillo con Bruno Vespa, e una brusca retromarcia televisiva dovuta a un risultato che ci si aspettava migliore (i sondaggi davano il Movimento al 30, si fermò al 22, e i più puri tornarono a rivendicare: «Vedete che la tv non serve?»).
È bastato un anno, perché tutto cambiasse ancora. Da oltre un mese Di Maio, Di Battista, Carla Ruocco, Alfonso Bonafede, Danilo Toninelli sono presenza fissa a Porta a Porta, Ballarò, Di Martedì, Virus, La Gabbia, Otto e mezzo. Perfino all’Arena di Giletti, ospitata che ha fatto storcere il naso a qualcuno («Manca solo la D’Urso», è esploso un senatore) provocando un «Attenti a non esagerare » pronunciato da Gianroberto Casaleggio in persona (e quindi no, da Giletti basta). Ma sarebbe folle pensare che tutto questo venga fatto “malgrado” il guru. Il regista di tutte le ospitate è il capo della comunicazione del Senato Rocco Casalino che ogni mattina alle 6 riceve la telefonata di Casaleggio, cui riferisce ogni mossa e ogni richiesta. Blindato da Milano, Casalino utilizza solo coloro ritenuti “efficaci”. «L’importante è andare dove possiamo far passare i nostri messaggi, le cose che facciamo e che vogliamo fare, smascherando quel che invece combina il governo Renzi», spiega Roberto Fico. Così, solo martedì, mentre su Raitre si alternavano il vicepresidente della Camera Di Maio e il candidato 5 stelle in Veneto Jacopo Berti, su La 7 apparivano la responsabile economica del direttorio Carla Ruocco e la candidata ligure Alice Salvatore.
Sempre più sciolti, convinti che la strategia dei volti rassicuranti che vanno a spiegare il verbo grillino a chi non accende il computer stia pagando, i parlamentari si prendono la scena mentre i leader stanno a guardare. Li hanno guidati nella marcia Perugia-Assisi, assistendo un po’ increduli alle ovazioni nei loro confronti. Beppe Grillo sarà a Genova per il comizio di chiusura di domani sera in largo Pertini, ma stavolta – a metterci la faccia sono loro. «Abbiamo fatto una campagna massacrante solo grazie alle donazioni dei cittadini, e i soldi ci avanzano pure», racconta ancora Fico. E Di Maio pronostica: «Per noi le regionali, le amministrative, sono sempre difficili. Siamo più forti nel voto d’opinione, ma le sensazioni che abbiamo sono buone. E magari succede come a Livorno, si vince dove meno te l’aspetti».
Tra le roccaforti c’è la sua Pomigliano D’Arco, dove alle europee i 5 stelle ebbero il 29 per cento e da dove arriva la candidata campana Valeria Ciarambino. E c’è la Liguria di Grillo, con la giovane Alice Salvatore che potrebbe fare del male alla renziana Raffaella Paita. Speranze a 5 stelle, ma chi ha parlato coi leader avverte: «Beppe è rimasto in disparte perché alle ultime regionali è andata male. Alle politiche, però, tornano lui e lo tsunami tour». Del resto, lo stesso Grillo lo ha detto in un’intervista a Le Monde: «Un giorno il Movimento potrà fare a meno di me, ma è ancora un po’ presto». Con buona pace di chi si è arrabbiato per l’uscita infelice sulle mammografie, e pensa ormai che il suo essere “impolitico” sia quasi un impaccio.
repubblica

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