lunedì 25 maggio 2015

Fazio, poche domande e B. fa il solito comizio


Fazio, poche domande e B. fa il solito comizio (Giampiero Calapà)



Fazio-Berlusconi

TUTTO IL REPERTORIO.

Silvio Berlusconi da Fabio Fazio riesce quasi a non far toccare palla al conduttore, anche se stanco e appesantito dagli anni, si guadagna anche tre applausi del pubblico in studio e fa andare in onda su Rai3 una sorta di “il meglio di…” con la storia vista da Arcore già sentita mille volte. Neppure una domanda di Fazio sull’origine poco chiara di Forza Italia nel ’94, su Marcello Dell’Utri e la mafia. Tutto liscio come l’olio, invece, un vecchio conduttore che intervista un vecchio politico.  PER IL GRAN FINALE Fazio chiede: “In questi giorni ha postato foto con il suo cane, Dudù che ormai è più famoso di Rex, per alcuni sono foto di un uomo solo, ma lei si sente felice?”.
Ecco il tocco commovente di quello che un tempo per Rai3-Tele Kabul era il Caimano: “Non so cosa sia la felicità, mi sento solo ma mi sono sempre sentito solo”. L’ospite si alza, Fazio gli stringe la mano, mentre tutti in studio battono le mani. Un trionfo. Ha passato il tempo a lamentarsi Berlusconi, per i consensi di Forza Italia in picchiata a causa della sua scarsa presenza televisiva: “Renzi mediamente passa in tv sei ore alla settimana, altrettante Salvini, normale quindi essere in difficoltà”. Fazio gli offre quindi il migliore degli assist: “Ma perché non andava più in tv, la legge Severino la rende incandidabile, mica vieta le presenze in televisione”. Berlusconi si fa serio serio, il Caimano ritorna: “Fa parte dell’attacco della magistratura che ho subito, mi creda. Ho avuto l’indicazione forte e precisa di non andare in televisione”. Fazio non pensa sia il caso di chiarire il concetto e queste parole rimangono là, insinuando il dubbio di un divieto dei giudici alle apparizioni tv del capo di Forza Italia.   All’inizio Fazio ha pur provato a fare qualche domanda di attualità, con un’unica punta di veleno: “Ma perché dovrebbe riuscire a fare ora quello che non è mai riuscito a fare?”. Risposta ovvia: “È una crociata di libertà, per il bene del Paese”. “Ma chi è il suo erede?”, prova a trovare la notizia Fazio. “Non si è ancora fatto vivo, spero lo faccia presto. Io gli darò la spinta, ma lo sceglierà il popolo”. Confuso. “Però non con le primarie, sono manipolabili e hanno prodotto i sindaci peggiori della storia a Genova, Milano, Napoli e Roma”. Momento Cesano Boscone: “Le sono serviti a qualcosa i servizi sociali?”, chiede Fazio. “Non avevo niente da imparare – risponde Berlusconi – ma la vicinanza alle persone che soffrono era il momento più gradevole della settimana”.   E POI il solito nastro: “Non ho potuto fare la mia rivoluzione liberale perché nella coalizione c’erano i piccoli partiti, magistrati e tutti i giornali contro, ho avuto tre capi di Stato ostili, che erano anche capi delle forze armate e l’ultimo ha voluto fare la guerra a Gheddafi e alla Libia contro la mia volontà”. Ovvio, la butta anche sulla minaccia comunista e Fazio timido: “Ma Renzi non è comunista”. “Vero, ma ha sempre quel partito”. Contro Grillo: “Una ferita al sistema democratico, non può portare niente di buono, ma io l’ho già ridimensionato alle europee”. “Venga anche Grillo – invoca Fazio – a replicare”. Poi finalmente la domanda cattiva, quelli che tutti aspettano: “Il gruppo cinese che vuol comprare il Milan ha dietro il Partito comunista?”. “Non è vero – risponde seccato B. – è lei che legge certi giornali e dicendo questa cosa mina la sua credibilità perché è falsa”. I diritti civili, Fazio tira fuori la compagna Francesca Pascale e il suo impegno, a parole, per gli omosessuali: “In uno Stato civile anche persone dello stesso sesso dovrebbero poter assistere un loro caro se malato o lasciargli qualcosa in eredità”. Riesce a metterci dentro anche un “mi consenta”, come ai bei tempi. Il tutto comincia con una critica a Fazio “da vecchio editore di tv: quando uno specchiandosi vede la barba grigia dovrebbe avere il coraggio di tagliarsela, sarebbe più bello e bucherebbe meglio lo schermo”. Il ritorno, triste, di Sua Emittenza.
Da Il Fatto Quotidiano del 25/05/2015.

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