mercoledì 27 maggio 2015

FERROVIE NORD RIVELA: AL LEGALE DI MARONI LAVORI DA 150 MILA EURO

da contro*corrente

FERROVIE NORD RIVELA: AL LEGALE DI MARONI LAVORI DA 150 MILA EURO

grillo
(video) FNM: l’intervento di Grillo all’assemblea dei soci
L’AMMISSIONE DURANTE L’ASSEMBLEA DEI SOCI, CHE DICE NO ALLA RIVALSA CONTRO I VECCHI VERTICI INDAGATI PER LE SPESE PAZZE. INTERVIENE GRILLO: “IL NUOVO AD SI AUTOSOSPENDA”
Marco Lillo – Il Fatto Quotidiano 26.5.2015
L’avvocato Domenico Aiello, fidato legale di Roberto Maroni, era avvocato di Fnm, “a sua insaputa”.“Non ho avuto nessuna consulenza e non ho svolto nessuna attività per le Ferrovie Nord Milano, me ne ricorderei”, aveva detto al Fatto in merito alla sua consulenza per la controllata della Regione.
IERI, in assemblea dei soci di Fnm, il responsabile del servizio legale, Antonella Tiraboschi ha risposto a una precisa domanda del cronista del Fatto, che per l’occasione aveva acquistato, come Grillo, le azioni per partecipare all’assemblea: “Confermo che queste consulenze esistono. E sono due. O meglio, la prima è un incarico giudiziale e a oggi abbiamo speso 25 mila euro.L’altra riguardal’assistenza alla direzione affari legali che a oggi è costata 10 mila euro”. Stando ai contratti, però – come ha precisato la Tiraboschi – il pagamento finale per i due incarichi risalenti al gennaio 2014, 11 mesi dopo l’arrivo di Maroni in Regione, potrebbe arrivare a 150 mila euro. Il cronista-azionista del Fatto a quel punto ha fatto presente che forse i soldi della società non erano stati spesi bene,se Aiello nemmeno ricordava l’incarico e che forse sarebbe il caso di attivare un audit. Tiraboschi ha risposto che un audit sulle consulenze è già stato attivato e poi “è stata pagata un’attività effettivamente svolta”. Non si era mai vista un’assemblea così nella sede di Ferrovie nord Milano.
Alle 11 piomba Beppe Grillo e chiede di intervenire, tecnica già sperimentata con Mps, ma stavolta il suo discorso è serio e non punta alla risata. Prima elenca tutte le spese pazze della gestione del presidente Norberto Achille, costretto alle dimissioni da un’interdizione del giudice il 18 maggio con l’accusa di peculato e truffa: “La missione di quest’azienda è muovere le persone, non pagare i video porno”. Poi si riferisce senza nominarlo all’altro indagato per favoreggiamento, il presidente del collegio sindacale Carlo Alberto Belloni: “Cosa ha fatto il collegio sindacale? Chi doveva controllare guardava dall’altra parte o spendeva i soldi anche lui in telefonate e ostacolava i funzionari onesti”. Grillo non fa i loro nomi per non metterli in difficoltà ulteriore. Gli onesti sono i funzionari dell’audit interno che hanno scritto i report con l’elenco delle spese pazze: Luigi Nocerino e soprattutto Andrea Franzoso che ha portato ai carabinieri le registrazioni dei suoi colloqui con Belloni e Achille. A loro Grillo dedica il fischio che fa sobbalzare i soci lumbard con la grisaglia e i capelli bianchi in stile Monti: “Oggi noi siamo qua per tutelare gli onesti e dirgli: ‘soffiate nel fischietto!’. Per questo ho qua il fischietto. Il whistle blower fornisce informazioni sugli episodi dei quali sia stato diretto testimone –spiegaGrillo – all’interno della propria organizzazione. È un agnello in mezzo ai lupi. Un onesto”, ripete piano con tono grave: “Non lasceremo solo chi si batte per questo fine”. Poi chiede di nominare nel nuovo cda “persone scelte per merito in maniera trasparente. Persone oneste. Non i soliti trombati della politicao ex parlamentari”. E aggiunge: “Crediamo che ci siano i presupposti per fare un’azione di responsabilità verso il management”. Infine un monito: “Non azzardatevi a pagare buonuscite a chi ha sottratto soldi alla società o ha tenuto gli occhi chiusi”.
IL CDA è dominato da un solo azionista: la Regione Lombardia, rappresentata in assemblea ieri dall’assessore all’economia della Lega Nord Massimo Garavaglia,47 anni. Garavaglia vota no all’azione di responsabilità proposta da Grillo. Sostiene che è meglio aspettare il procedimento penale. Poi vota per Andrea Gibelli, parlamentare della Lega nel 1994, già consigliere regionale e finora segretario generale di Roberto Maroni in Regione. Il rappresentante dei pendolari-azionisti Dario Ballotta, che ha raccolto molte deleghe, insorge:“Gibelli secondo i giornali è indagato. Vorrei sapere se la Regione ha verificato e poi vorrei sapere se ha partecipato al procedimento di selezione che ha portato l’azionista Regione Lombardia a scegliere tra tanti candidati al posto di presidente proprio il segretario generale della stessa Regione”. L’assessore leghista replica: “Non so se è indagato. Non leggo i giornali”.Basterebbe una telefonata al suo amico Gibelli per chiedere se ha ricevuto l’avviso di garanzia. L’assessore, su richiesta del cronista del Fatto, si rifiuta di telefonareAlla Lega non interessa se il nuovo presidente di Fnm sia indagato. Il rappresentante di Ferrovie dello Stato, i cui vertici sono stati nominati nell’era Renzi, non fa una piega e vota con la Regione. Che ricambia lasciando il quinto posto libero in Cda per l’ad di Trenitalia Vincenzo Soprano. Nessuna replica alla richiesta di Grillo di non pagare le buonuscite. L’azionista del Fatto fa notare che non ci sono nemmeno i curricula dei candidati nelle cartelline distribuite agli azionisti. Panico in sala. In fretta e furia si distribuiscono le fotocopie e la forma è salva. Grillo, uscendo, dichiara: “Gibelli si dovrebbe autosospendere per farsi prima processare”.

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