sabato 23 maggio 2015

Giornata mondiale della biodiversità: a rischio una specie su cinque

Giornata mondiale della biodiversità: a rischio una specie su cinque (ANTONIO CIANCIULLO)

Biodiversità

A livello globale si perdono 13 milioni di ettari di foreste l’anno e le barriere coralline potrebbero sparire entro il 2050. In Europa il 60% delle specie e il 77% degli habitat in uno stato di conservazione non favorevole. Coldiretti: in Italia scomparsi tre frutti su quattro.

ROMA – I numeri che circolano oggi, giornata mondiale della biodiversità, mettono tristezza. A livello globale, sotto la spinta delle ruspe, dei roghi, dell’inquinamento e del cambiamento climatico, si rischia la sesta estinzione di massa nella storia del pianeta. La prima provocata da una sola specie, quella che si è autodefinita sapiens. Se il riscaldamento supererà i 5 gradi (ciò che avverrebbe se tutto continuasse secondo il ritmo attuale) la maggior parte delle specie arboree verrà cancellata perché non riuscirà a migrare in tempo verso un habitat favorevole e una specie di primati su 6 sparirà.
Particolarmente minacciati sono i due maggiori serbatoi di biodiversità. Le foreste tropicali perdono 13 milioni di ettari l’anno: un disastro per l’equilibrio dell’atmosfera; per le industrie farmaceutiche che traggono dalle piante più della metà dei principi attivi utilizzati; e per i circa 1.6 miliardi di persone al mondo che vengono sostenuti dagli habitat forestali del pianeta (300 milioni vivono nelle foreste e tra di loro ci sono 60 milioni di persone appartenenti a popolazioni indigene). Mentre delle barriere coralline, che permettono di vivere di pesca e turismo a 500 milioni di persone, si prevede la totale scomparsa entro il 2050.
Un disastro con ripercussioni immediate anche in Europa e in Italia. Nel vecchio continente il 60% delle specie e il 77% degli habitat sono in uno stato di conservazione non favorevole e probabilmente non raggiungeranno l’obiettivo comunitario che prevede di fermare la perdita di biodiversità entro il 2020. E in Italia, calcola il rapporto Biodiversità a rischio 2015 (messo a punto da Legambiente con il contributo di Carlo Rondinini, coordinatore del Global Mammal Assessment dell’Unione internazionale per la conservazione della natura), oltre un quinto delle specie è a rischio di estinzione.
Secondo i dati presentati nel primo Barometro della biodiversità italiana, su un campione di 2.807 specie italiane di spugne, coralli, squali, razze e coleotteri, ben 596 sono a rischio di estinzione. Per i grandi mammiferi come lo stambecco e il camoscio appenninico la situazione è migliorata negli ultimi cinque anni. Lo stato di conservazione delle circa 30 specie di pipistrelli è invece peggiorato. E per 376 specie, in particolare invertebrati o animali di ambiente marino, il rischio di estinzione è ignoto.
All’Expo milanese, la Coldiretti
presenta lo scrigno dei semi perduti: con varietà a rischio di estinzione da seminare nel proprio orto per contribuire alla salvaguardia della biodiversità. In Italia sono scomparsi tre frutti su quattro.
Da repubblica.it

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