giovedì 14 maggio 2015

GRILLO DENUNCIA GLI SCANDALI DELL’ENI DAVANTI AGLI AZIONISTI

GRILLO DENUNCIA GLI SCANDALI DELL’ENI DAVANTI AGLI AZIONISTI (Luca De Carolis)

Grillo

IL LEADER M5S ALL’ASSEMBLEA DEI SOCI: “AZIENDA RIDOTTA A UN CADAVERE, CI VUOLE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA”. MARCEGAGLIA: “IL NUOVO CDA È DIVERSO”.

Il ritorno del Grillo guastatore. Sfrontato, come il domatore che mette la testa nella bocca del leone. O meglio, del cane a sei zampe. In un’afosa mattina romana, il fondatore dei Cinque Stelle irrompe nell’assemblea degli azionisti dell’Eni e in dieci minuti celebra un processo al colosso petrolifero. “L’azienda ha dato vita a una sistema corruttivo internazionale”, inizia. E legge a perdifiato numeri e frammenti di inchieste, fino all’annuncio: “Il Movimento chiederà una commissione parlamentare d’inchiesta sull’Eni”. Un “grazie”, e Grillo se ne va. Tanto ha già portato a casa l’obiettivo: rilanciare su anti-corruzione e ambiente, pilastri del programma a 5Stelle. E ribadire che lui crede ciecamente nell’ascesa del Movimento, anche nelle urne delle Regionali.
Perché è ottimista come non accadeva da tempo.   Ha incassato il bagno di folla nella marcia per il reddito di cittadinanza Perugia-Assisi (pagando però dazio per la frase sulle mammografie). Nota che il tema del reddito di cittadinanza è sempre più in cima all’agenda politica. E dopo un lungo periodo di sfiducia, contrassegnato dal “sono un po’ stanchino” con cui in dicembre lanciò il direttorio, si sente rinfrancato. Al punto da tornare nell’assemblea di una società quotata. Non lo faceva dal 29 aprile 2014 – allora era il Montepaschi a Siena – a un soffio da quelle Europee che credeva di vincere e che invece furono l’apoteosi di Matteo Renzi.   L’INIZIATIVA era programmata da mesi, raccontano dal M5S. Ci ha lavorato anche Vito Petrocelli, senatore lucano impegnato contro le trivellazioni. Proprietario di un’azione Eni, è lui a scortare dentro la sala Grillo, che può accedere grazie alla delega di due azioni. Prima però si concede ai microfoni: “Il reddito di cittadinanza brucia a tutti, anche a Renzi. Sta accadendo quello che ho sempre profetizzato, noi stiamo crescendo e i partiti stanno morendo: meraviglioso”. Segue (nuova) porta sbarrata alla minoranza dem: “Non vogliamo che persone che sono lì da 20-30 anni senza far nulla prendano le nostre idee e le svuotino. Abbiamo una bella legge, vedano se sono d’accordo”. Ma Grillo vuole anche trattare: “Alla Consulta abbiamo già eletto un giudice, possiamo seguire lo stesso procedimento”. Ossia il metodo Sciarra, con il Pd che propone un nome e il M5S che lo sottopone al web. Grillo e Petrocelli entrano. Presiede Emma Marcegaglia. Quindi tocca all’ad Claudio De-scalzi. Prima di entrare, Grillo aveva chiarito: “Di lui penso tutto il male possibile”. Appena conclusa la sua relazione, il leader interviene: “Descalzi è stato esaustivo, mi ha convinto, poi però parlerò del vostro vero volto”. Marcegaglia lo blocca: “Non tocca a lei”. Poi però eccolo, “Grillo Giuseppe Piero”, come lo convocano al microfono. Inforca gli occhiali, e comincia a leggere. Lo contestano subito. La presidente interviene, lui riprende a infierire. Marcegaglia avverte: “Qui ci si assume la responsabilità di ciò che si dice,viene tutto verbalizzato: usi un linguaggio consono”. Grillo ribatte: “Non ho detto neppure una parolaccia”. Cita l’inchiesta su presunte tangenti in un affare dell’Eni in Nigeria per le quali è indagato Descalzi. Un attacco anche a Renzi, che a settembre aveva difeso l’ad dopo l’avviso di garanzia (“felice di averlo scelto, lo rifarei”). Poi accusa: “Eni verrà svenduta, come è stato fatto per altri gioielli italiani”. Quindi l’annuncio che il M5S chiederà una commissione d’inchiesta sull’Eni e la sua controllata Saipem, coinvolta in un’inchiesta per corruzione internazionale dove è indagato l’ex ad Eni Paolo Scaroni (la richiesta in Senato potrebbe arrivare la prossima settimana). Grillo esce, lasciandosi dietro le repliche dell’azienda. “Il procedimento sul Kazakistan (citato da Grillo, ndr) non vede indagato Claudio Descalzi” dice Marcegaglia, che risponde anche all’Ong Global Witness che da anni contesta irregolarità dell’azienda sull’affare del giacimento nigeriano Opl 245: “Per ora, non ci sono rilievi penali”. Il leader dei 5Stelle riapparirà a Genova, per un comizio assieme alla candidata M5S Alice Salvatore, a ridosso del voto. Il 27 giugno sarà a una fiaccolata dell’onestà a Ostia.
Da Il Fatto Quotidiano del 14/05/2015.

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