giovedì 28 maggio 2015

Guerini: «Sulla legge Severino si dovrà riflettere»

da il manifesto
POLITICA

Guerini: «Sulla legge Severino si dovrà riflettere»

Regionali. Il vicesegretario del Pd in tour tra gli imbarazzi. Mentre Caldoro va all’attacco: «Se vince De Luca sarà caos istituzionale». Attesa una lunga lista di «impresentabili»

 
Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini 
NAPOLI
È toc­cato al vice­se­gre­ta­rio del Pd, Lorenzo Gue­rini, met­tere la fac­cia per tirare la volata al par­tito cam­pano sem­pre più avvi­tato nella spi­rale «impre­sen­ta­bili» e nel caos della legge Seve­rino. La lista di can­di­dati con pen­denze giu­di­zia­rie gravi ha solo due regioni segnate in rosso: 4 nomi in Puglia e, si dice, 17 in Cam­pa­nia dove, alla fine, potreb­bero essere per­sino di più.
Il giro di Gue­rini, ieri nell’hinterland par­te­no­peo e caser­tano, ha fatto tappa a Napoli con i can­di­dati sin­daci, ma la discus­sione con la stampa è tor­nata sulla lista che la com­mis­sione anti­ma­fia pre­sen­terà domani e, soprat­tutto, sugli esiti della pro­nun­cia della Cas­sa­zione sulla Seve­rino: Vin­cenzo De Luca, in caso di ele­zione, dovrà appel­larsi al giu­dice ordi­na­rio e non al Tar per bloc­care la sospen­sione, con­se­guenza della con­danna in primo grado per abuso d’ufficio. Quando e come potrà entrare in carica è mate­ria tutta da esplo­rare, visto che non ci sono precedenti.
«La deci­sione della Cas­sa­zione non cam­bia l’essenza della que­stione» la replica di Gue­rini. Alla vigi­lia del voto nes­suno vuole dire che la legge verrà modi­fi­cata, meglio un giro di parole: «Più avanti la poli­tica dovrà riflet­tere sul tema. C’è una legge decisa dal par­la­mento in una fase par­ti­co­lare del nostro paese, sulla Seve­rino si è aperto un dibat­tito in que­sti mesi, ci sono stati pro­nun­cia­menti. Credo quindi che chi sarà chia­mato a inter­ve­nire su even­tuali ricorsi dovrà lavo­rare». Iro­nico De Luca: «Keep calm. Sulla base delle anti­ci­pa­zioni di una pro­nun­cia della Cas­sa­zione ancora non cono­sciuta, si è svi­lup­pato un altro epi­so­dio della stra­te­gia della ‘con­fu­sione’. Hanno paura di per­dere. In casi pre­ce­denti, i giu­dici ordi­nari e quelli ammi­ni­stra­tivi sono arri­vati alle stesse con­clu­sioni, garan­tendo l’esercizio delle cari­che pub­bli­che». E comun­que Renzi «ha chia­ra­mente defi­nito la Seve­rino un pro­blema superabile».
Ste­fano Cal­doro, gover­na­tore in corsa per la rie­le­zione, e tutta Forza Ita­lia bat­tono sul tasto del caos isti­tu­zio­nale. «Non ci sarà alcun caos, De Luca è can­di­da­bile, eleg­gi­bile e inse­dia­bile — ribatte Gue­rini -. Se pote­vamo pen­sarci prima? Le pri­ma­rie hanno dato un esito abba­stanza chiaro». Sugli impre­sen­ta­bili poi la parola d’ordine è «nel Pd non ce ne sono, non è un pro­blema nostro». A destra però affon­dano il colpo: «Cito Renzi — replica Cal­doro -, disse che la moti­va­zione più forte per fare la legge elet­to­rale era la sicu­rezza di sapere chi è il pre­si­dente del con­si­glio. Fac­cio lo stesso appello: noi il giorno dopo dob­biamo avere un pre­si­dente di regione».
Sulla gra­ti­cola della Seve­rino c’è anche il sin­daco di Napoli, Luigi de Magi­stris, che però si è detto sereno: «Sva­riati magi­strati ammi­ni­stra­tivi e giu­dici ordi­nari hanno rile­vato que­stioni di inco­sti­tu­zio­na­lità gra­vis­sime». Dalla noti­fica, il sin­daco avrà 30 giorni per fare oppo­si­zione. Se il tri­bu­nale facesse scat­tare comun­que la sospen­sione, a luglio ci sarà l’appello del pro­cesso Why not che gli è costato la con­danna in primo grado, pro­ce­di­mento pre­scritto ad aprile. De Magi­stris è deciso a chie­dere l’assoluzione nel merito ma il tri­bu­nale potrebbe chiu­dere i gio­chi comun­que.
Renzi si è tenuto lon­tano da Napoli, l’unica sor­tita l’ha fatta a Salerno, men­tre la pat­tu­glia Pd del governo (Del­rio, Fran­ce­schini, Boschi) è andata in pro­ces­sione dal can­di­dato sin­daco di Erco­lano, il ren­zia­nis­simo Ciro Buo­na­juto. Così fioc­cano le illa­zioni: al pre­mier inte­ressa più Erco­lano che la regione, pre­fe­ri­sce Cal­doro a De Luca, ha l’accordo in tasca con Denis Ver­dini e i socia­li­sti di destra del Nuovo Psi (il par­tito da cui viene Cal­doro) così non si spende per la Cam­pa­nia. La verità è che i dem pen­sano di vin­cere comun­que: Fi è lon­ta­nis­sima dal 31,66% di cin­que anni fa, pezzi dell’elettorato di destra hanno lasciato la barca pre­fe­rendo De Luca.
«Mi sem­bra un discorso ipo­crita quello del Pd — sot­to­li­nea il sena­tore di Sel Peppe De Cri­sto­faro, della com­mis­sione anti­ma­fia — gli impre­sen­ta­bili noi non li abbiamo in lista e nep­pure tra gli alleati. In una ele­zione con le pre­fe­renze e il pro­por­zio­nale, le liste col­le­gate pesano sul risul­tato. Domani pub­bli­che­remo i nomi, è tar­dis­simo ma almeno daremo un con­tri­buto in tema di tra­spa­renza». L’iniziativa è par­tita con un paio di set­ti­mane di ritardo sull’ufficializzazione delle can­di­da­ture ma anche i pre­fetti cam­pani non hanno bril­lato per rapi­dità: mar­tedì man­cava ancora il vaglio di alcune liste, in par­ti­co­lare del napo­le­tano e casertano.
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— redazione politica

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