lunedì 18 maggio 2015

Guerra a scafisti, l'Ue prepara missione navale. Gentiloni: "No a passi indietro su quote"

da repubblica.it

Guerra a scafisti, l'Ue prepara missione navale. Gentiloni: "No a passi indietro su quote"

A Bruxelles il vertice dei ministri della Difesa e degli Esteri per il primo via libera all'operazione Eunavfor Med. Poi servirà il placet Onu per gli attacchi ai barconi nei porti libici. L'ammiraglio Credendino candidato dall'Italia a guidare la flotta europea. Ungheria e Francia frenano sulle cifre. Mogherini: "Stati membri consentano azione rapida"
Guerra a scafisti, l'Ue prepara missione navale. Gentiloni: "No a passi indietro su quote"
I ministri degli Esteri e della Difesa dei ventotto si incontrano oggi a Bruxelles per due sessioni del consiglio Ue, prima separata e poi congiunta, per discutere, fra gli altri temi, dell'emergenza migranti nel Mediterraneo. I ministri dovrebbero dare il primo via libera alla missione navale europea nel quadro della politica di difesa e sicurezza comune contro i trafficanti di esseri umani. Ma sul tavolo c'è anche la questione delle quote, che crea non pochi malumori. "Oggi mi aspetto la decisione politica formale di stabilire l'operazione navale, quindi con l'indicazione di quartier generale e di comando", ha detto Federica Mogherini, che poi, riferendosi alle ultime polemiche proprio sulle quote, ha detto: "Mi aspetto che gli Stati membri, quegli stessi Stati che hanno chiesto all'Europa di agire velocemente ed efficacemente, consentano all'Europa di essere efficace in questa azione in tutti i suoi aspetti: operazione navale, salvataggio di vite in mare e gestione delle vite che salviamo". Il problema delle quote, ha aggiunto, "è solo uno dei tasselli: è chiaro però che la condivisione della responsabilità e cosa facciamo delle persone che salviamo è parte integrante della strategia". E un impegno attivo da parte dell'Europa se lo augura anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, secondo il quale "la Ue ha reagito bene al naufragio di aprile, c'è stato un risveglio. Sarebbe molto amaro constatare che quella iniziativa e la disponibilità di condivisione di rendere quel problema europeo e non italiano facesse dei passi indietro".

Il nodo delle quote. Il consiglio di oggi sarà, quindi, anche l'occasione per capire quali siano effettivamente le intenzioni del governo francese rispetto alla proposta cardine dell'agenda della Commissione europea su migrazioni e asilo, a cominciare dalla questione delle quote obbligatorie previste per ripartire equamente fra i paesi membri il flusso di rifugiati che approdano nell'Ue. Dopo l'uscita ambigua del primo ministro Manuel Valls, secondo cui la proposta delle quote migranti "non corrisponde alla posizione della Francia", la stampa francese e internazionale comincia a parlare di un voltafaccia del governo di Parigi. Valls si è detto contrario alle quote applicate a tutti i migranti (quindi anche quelli "economici") e non solo ai rifugiati (che invece sono gli unici interessati dalla proposta della Commissione). Il primo ministro francese, inoltre, ha detto che Parigi vuole un sistema di ripartizione più equo che tenga conto dei rifugiati già accolti in ciascuno stato membro, e questo è esattamente uno dei criteri che il piano della Commissione europea propone di applicare per decidere le quote (insieme a Pil, popolazione e tasso di disoccupazione in ogni paese). Ad aggiungere problemi è arrivata la presa di posizione di Szabolcs Takacz, ministro per i rapporti con l'Europa del governo ungherese di Viktor Orban: "La posizione del mio governo è chiara: siamo contrari alle quote obbligatorie. E credo lo siano anche altri Paesi: la Repubblica Ceca, la Slovacchia, i Paesi Baltici, la Polonia e il Regno Unito. E, se non sbaglio, ora si è aggiunta anche la Francia". Parlando con la Stampa, Takacz ha detto che vanno trovate "soluzioni direttamente nei Paesi che sono all'origine dell'immigrazione".

Missione navale. La missione navale, secondo quanto ha indicato il vertice Ue straordinario sull'immigrazione del 23 aprile scorso, e poi proposto dalla Commissione europea nella sua agenda sulle politiche di immigrazione e asilo, avrà lo scopo di individuare, catturare e distruggere i barconi dei trafficanti nelle acque e nei porti libici, prima che siano usati per trasportare i migranti. Il piano è stato anche illustrato l'11 maggio dall'alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, al consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, da cui gli europei si attendono un mandato per poter operare in acque libiche.

Per l'Italia parteciperanno al consiglio sia il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, con una conferenza stampa congiunta prevista al termine dei lavori. Oltre alla Mogherini, che presiede il consiglio esteri, sarà presente anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Il "concetto di gestione di crisi" a cui fa riferimento la missione navale, che dovrebbe chiamarsi Eunavfor Med, è stato approvato dal comitato politico e di sicurezza dell'Ue (Cops) mercoledì scorso a Bruxelles, insieme alla proposta italiana di mettere a disposizione il quartier generale operativo di Roma, e di affidare il comando delle operazioni all'ammiraglio di divisione Enrico Credendino, già al comando, nel 2012, della missione europea Atalanta contro la pirateria al largo del Corno d'Africa.

Secondo il sito "Bruxelles2" specializzato nelle questioni di sicurezza e difesa Ue, i costi comuni dell'operazione (finanziati da tutti i paesi membri, salvo la Danimarca che ha un opt-out) ammonterebbero a circa 14 milioni di euro, la stessa cifra dell'operazione Atalanta, a cui Eunavfor Med largamente si ispira. Una volta ottenuto il mandato Onu, il piano della missione navale sarà sottoposto all'approvazione dai capi di stato e di governo al consiglio europeo del 25 e 26 giugno, a Bruxelles.

Nato pronta ad aiutare Ue.  La Nato "non ha avuto alcuna richiesta specifica di contributo" alla missione navale che la Ue vara contro i trafficanti di esseri umani, ma è pronta "a dare il contributo se sarà richiesto", ha affermato il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jens Stolteberg, secondo il quale 'terroristi' e jihadisti potrebbero nascondersi tra i migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna in partenza dalle coste libiche.
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