venerdì 22 maggio 2015

“HA MENO ESPERIENZA”, IL TAR BOCCIA IL PROCURATORE LO VOI

“HA MENO ESPERIENZA”, IL TAR BOCCIA IL PROCURATORE LO VOI (Sandra Rizza)

Lo VoiACCOLTO IL RICORSO DEI DUE CANDIDATI PER IL VERTICE DELLA PROCURA DI PALERMO.

Palermo – Per il Csm che lo ha spedito sulla poltrona di procuratore di Palermo era “lo snodo fondamentale della straordinaria carriera di Francesco Lo Voi”. Ma per il Tar di Roma aver lavorato presso l’agenzia Eurojust non giustifica affatto “la prevalenza” del profilo professionale di un magistrato rispetto ad altri colleghi che vantano nel proprio curriculum incarichi direttivi o semidirettivi: per questo motivo la prima sezione quater, relatore Giampiero Lo Presti, ha accolto ieri mattina i ricorsi “gemelli’’ dei procuratori di Caltanissetta e Messina Sergio Lari e Guido Lo Forte, decretando l’annullamento della delibera di Palazzo dei Marescialli che “contrariamente ai comuni canoni di logica e ragionevolezza”, ha sancito la nomina di Lo Voi a capo della procura di Palermo. E condannando il Csm al pagamento delle spese di giudizio per complessivi tremila euro.
IL PRESIDENTE Elia Orciuolo, come da prassi, ha ordinato l’immediata esecutività della sentenza: per i giudici amministrativi, insomma, Lo Voi da oggi siede illegittimamente sulla sua poltrona. Dopo la girandola istituzionale delle polemiche e dei rinvii, la nomina del Csm che il 17 dicembre scorso lo ha scelto sulla base di una maggioranza “politica” si ritrova di colpo annullata, e così la guerra per la guida della procura di Palermo ricomincia da capo assegnando decisamente il primo punto a favore di Lari e Lo Forte, e sollevando una pesantissima spada di Damocle sulla testa del titolare della Dda più esposta nel contrasto a Cosa nostra, che da oggi rischia di diventare un capo delegittimato, o quanto meno più debole.   Non era mai accaduto nulla del genere nell’ufficio che fu di Gian Carlo Caselli, di Piero Grasso e poi di Francesco Messineo. E l’imbarazzo è palpabile. Né Lari né Lo Forte vogliono commentare la vittoria. “Devo ancora leggere la sentenza – si limita a dire Lari – non posso dire nulla”. Silenzio pure da parte di Lo Voi, anche se i più vicini al procuratore giurano che non ha perso la calma ed è pronto a rispondere alla solenne bocciatura del Tar incaricando il suo legale, Salvatore Lionti-Pensabene, di impugnare la sentenza presso il Consiglio di Stato, ma soprattutto di invocare immediatamente una sospensiva che “congeli” la decisione dei giudici amministrativi in attesa del responso definitivo: se questo alla fine fosse confermato, il Csm sarebbe costretto a rivalutare la posizione dei tre candidati riaprendo i giochi per una nuova votazione.   Ma si tratta al momento di un’ipotesi puramente teorica: lo specifica l’aggiunto Leo Agueci che ieri sera ha precisato come “in attesa del verdetto definitivo, tutto rimane come prima”, e poi ha decantato il lavoro di Lo Voi che “in questi mesi – ha detto – è stato il Mourinho della Procura, perché è riuscito a unire un ufficio che unito non era”. Ma perché la nomina di Lo Voi per il Tar è illegittima? Nei due provvedimenti, lunghi entrambi 36 pagine, i giudici hanno spiegato che la nomina del procuratore di Palermo non supera il vaglio di legittimità perché, scegliendo Lo Voi e scartando Lari e Lo Forte, il Csm aveva “l’onere speciale di una motivazione rafforzata’’: muovendo cioè “dal presupposto logico che il pregresso svolgimento delle funzioni direttive (o semidirettive) costituisse un dato in sé particolarmente significativo’’, il plenum doveva motivare coerentemente quali erano i “particolari ulteriori elementi di carriera di tale rilevanza da giustificare un diverso giudizio di prevalenza”.   POICHÉ LARI e Lo Forte sono titolari di incarichi direttivi e Lo Voi invece no, il Csm in pratica doveva specificare in modo particolare le ragioni della “prevalenza’’ del terzo sui primi due. Ma non l’ha fatto. Sarebbe emersa, quindi una “sostanziale sottovalutazione’’ della storia professionale dei due attuali ricorrenti rispetto al concorrente dotato di requisiti inferiori. Ed è per questo che il giudizio che ha portato alla nomina è da considerarsi “viziato’’ e “contrario a comuni canoni di logica e ragionevolezza”.   Il Tar ha riconosciuto, in sostanza, quello che appariva evidente fin dal momento immediatamente successivo alla nomina di Lo Voi: e cioè che il curriculum di Lari e Lo Forte, più anziani anagraficamente e in possesso di titoli più consistenti, risultava prevalente per l’incarico di procuratore di Palermo. La bacchettata finale è andata all’enorme rilevanza attribuita dal Csm all’esperienza svolta da Lo Voi presso Eurojust. Il Tar l’ha liquidata in poche righe: “Le capacità organizzative implicate dal ruolo di membro di Eurojust – si legge nella sentenza – non sono immediatamente sovrapponibili a quelle richieste per la direzione di un ufficio di Procura come quello di Palermo”.
Da Il Fatto Quotidiano del 22/05/2015.
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