mercoledì 20 maggio 2015

I vitalizi milionari dei ministri tassatori

da contro*corrente

I vitalizi milionari dei ministri tassatori (Franco Bechis)

vlcsnap-2015-05-19-13h27m44s91Ci hanno stangato, ora pappano
Da Pandolfi a Longo, da Formica ad Amato, da Del Turco a Fantozzi, Reviglio e Visco: gli sbalorditivi squilibri tra versamenti e assegno percepito dagli ex titolari dell’Economia
Franco Bechis – Libero 
Lo slogan più ripetuto e bugiardo nella storia dei ministri dell’Economia e delle Finanze della Repubblica italiana è sicuramente stato: «Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani». Ricordate l’ultima volta in cui invece è accaduto l’esatto contrario? Quando era? Ieri? L’altro ieri? La settimana scorsa? Non vi è appena arrivata quella cartella di Equitalia che segnalava l’errorino nella dichiarazione dei redditi? O è arrivata la letterina dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe (ma non sempre accade precederla? E quando il commercialista di fiducia ha spiegato: «no,no,sono cambiate le regole. Bisogna pagare di più…»? Si può ben capire quanta simpatia possa suscitare in qualsiasi contribuente italiano l’elenco dei ministri delle tasse. Figurarsi che applausi farà scoppiare la tabellina che oggi Libero offre come riquadro della inchiesta sui papponi(=mangioni) delle pensioni. Un elenco di 11 ministri delle tasse che non contenti di quel che è avvenuto alle tasche degli italiani quando erano in azione nel loro dicastero, sono riusciti una volta andati in pensione a infilarle una seconda volta proprio lì.E dalle tasche dei contribuenti si sono portati via la bellezza di 7,5 milioni di euro, con mani proprio di velluto, perchè probabilmente finchè Libero non ha alzato il velo sullo scandalo dei contributi legati ai vitalizi dei parlamentari, ben pochi si saranno accorti di essere stati beffati una seconda volta.
PiazzaPulita 18/05/2015
Come i loro colleghi i ministri delle tasse si sono portati via molti più assegni vitalizi dei contributi versati. Qualche esempio? Un ex dc come Filippo Maria Pandolfi ha guadagnato sul proprio vitalizio la bellezza di 1,2 milioni di euro. Come? Semplice: ha versato 314 mila euro per la sua pensione da parlamentare e ha incassato fino ad oggi 1,5 milioni di euro di assegni vitalizi. Una speculazione che farebbe invidia ai raider di mezzo mondo, che raramente riescono a guadagnare 5 volte la posta come in questo caso. Non è stato poi da meno un altro ministro delle Finanze come l’ex socialista Francesco Forte. Anche luie ha fatto rendere bene i contributi versati per il vitalizio: i 241 mila euro si sono già trasformati in 1,2 milioni di euro. E lo spread a suo vantaggio è stato superiore al milione di euro. Ci è praticamente arrivato un altro ex ministro economico come Pietro Longo. Ma per luirischia di finire a quel milione la pacchia. Avendo avuto in passato da socialdemocratico qualche pesante disavventura giudiziaria, ormai passata in giudicato, rischia la revoca del vitalizio dalla fine della prima settimana di luglio, secondo il nuovo regolamento. Magari Longo farà ricorso, forse chiederà alla magistratura quella riabilitazione che è la generosa via di fuga lasciata dai presidenti delle Camere. Ma se gli andrà male dovrà accontentarsi di quel milioncino tondo di guadagno. È nelle sue stesse condizioni finanziarie (a due passi dal milione di guadagno), ma non rischia altrettanto un altro ex ministro delle Finanze socialista, come Salvatore Formica, detto Rino. Al momento è riuscito a quadruplicare con gli assegni vitalizii contributi effettivamente versati (e rivalutati a cifre odierne). Non male.
Nell’elenco troverete – perché hanno avuto quella funzione negli esecutivi di cui hanno fatto parte, personaggi già apparsi nelle prime puntate dell’inchiesta come Giuliano Amato, Paolo Cirino Pomicino, Augusto Fantozzi e Vincenzo Visco. Ma ci sono anche già bene avviati due altri ex ministri delle Finanze socialisti. Franco Reviglio, che fu anche presidente dell’Eni (fin qui ha guadagnato sul vitalizio 487 mila euro) e Ottaviano Del Turco, che al momento ha un vantaggio di 325 mila euro che può però cumularsi con un secondo vitalizio, concesso per legge visto che è stato anche presidente della Regione Abruzzo..

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