sabato 9 maggio 2015

IL TENENTE COLOMBO E L’AUTODIFESA DI “DON VINCENZO”

IL TENENTE COLOMBO E L’AUTODIFESA DI “DON VINCENZO” (Antonio Padellaro)

Gli indecenti
Nella gloriosa serie televisiva del tenente Colombo, c’era sempre il momento in cui l’assassino messo alla strette pronunciava ghignando la fatidica frase: lei mi accusa di essere il colpevole ma purtroppo non ha le prove. A quel punto il nostro eroe, che magari era già sulla porta, tirava fuori la pistola fumante e inchiodava lo sciagurato alle sue responsabilità. Qualcosa del genere è avvenuto giovedì scorso quando Roberto Saviano nell’intervista all’Huffington Post, ha detto che “nel Pd e nelle liste di De Luca c’è tutto il sistema Gomorra”. Al che proprio come nel famoso telefilm, De Luca (uno che ghigna anche quando ordina un caffè) ha replicato: “Né mezze parole, né frasi generiche, ma nomi, cognomi, fatti e denunce precise alla Procura. La lotta alla camorra si fa innanzitutto così”.
Ora, quest’ultima frase è veramente ribalda perché Saviano dei nomi e dei cognomi li aveva fatti, a cominciare da quell’Enricomaria Natale, rampollo di una famiglia accusata di legami con il boss Schiavone. Ma se l’ex sindaco di Salerno volesse saperne di più sulle sue liste chiacchierate (dove spicca anche un fascistone), gli manderemo la raccolta del Fatto. Se il mondo del Pd non girasse all’incontrario, a fare il tenente Colombo dovrebbe esserci Matteo Renzi. Ma il premier ha fatto finta di niente perfino quando De Luca si è candidato a governatore della Campania, pur se tecnicamente ineleggibile (come stabilito dalla legge Severino) dopo la condanna per abuso d’ufficio. Per cui, affinché la giustizia trionfi non resta che sperare negli elettori.
Da Il Fatto Quotidiano del 09/05/2015.

"NELLE LISTE DI DE LUCA C'È GOMORRA"

Saviano
Intervista di Roberto Saviano all'Huffington Post (di A. De Angelis)

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