sabato 23 maggio 2015

Incompetenze e pericolosi populismi

da il manifesto

Incompetenze e pericolosi populismi

La fac­cenda dei ter­ro­ri­sti che arri­ve­reb­bero sui bar­coni è come la bufala dei rom che rapi­scono i bam­bini. Non un fatto pro­vato, non una sen­tenza, non un riscon­tro. In cam­bio, dopo l’arresto del gio­vane maroc­chino per la strage di Tunisi, dichia­ra­zioni tron­fie del governo, urla dei leghi­sti, pole­mi­che da cor­tile della destra, titoli fasulli sui gior­nali: il cam­pio­na­rio di nefan­dezze comu­ni­ca­tive a cui siamo abi­tuati da una ven­tina d’anni, ma che ora assume toni ancora più tru­cidi, con il caos in Libia, le pole­mi­che con l’Europa sui migranti, l’Isis che ha rag­giunto le coste del Medi­ter­ra­neo e oggi con­qui­sta mezza Siria.
Chiun­que ragioni con la pro­pria testa e non con quella di Sal­vini capi­sce che un atten­tato come quello di Parigi è opera di dispe­rati interni, che per qual­siasi motivo (fana­ti­smo, rivalsa, emu­la­zione ecc.) attac­cano un sim­bolo dell’occidente in cui vivono. Così come la strage del Bardo è com­pren­si­bile solo nel qua­dro di una guerra con l’Isis o altri fon­da­men­ta­li­sti armati che infu­ria in Libia, coin­volge l’Egitto, la Tuni­sia e lam­bi­sce l’Algeria, che non a caso ha schie­rato reparti spe­ciali al con­fine tunisino.
Se i migranti hanno un ruolo in tutto que­sto è di essere vit­time o merce di scam­bio tra governi, signori della guerra e fazioni armate. Non­ché oggetto di para­noie e chiu­sure da parte degli stati euro­pei, come mostrano le bar­ri­cate di Came­ron e Hol­lande, lo sfi­larsi della Spa­gna e l’assoluto disin­te­resse che l’Ue mani­fe­sta per le stragi nel Canale di Sicilia.
Insomma, dichia­rare che i «ter­ro­ri­sti» pos­sono arri­vare sui bar­coni, desti­nati ad affon­dare o essere bloc­cati dalle marine mili­tari che affol­lano il Medi­ter­ra­neo, tra donne e bam­bini ter­ro­riz­zati, non è solo prova di un’incompetenza che fa driz­zare i capelli in testa. È il più ovvio tri­buto al popu­li­smo domi­nante, in cui la Lega si trova nella buona com­pa­gnia di Grillo, Bru­netta e tutti gli altri sof­fia­tori sul fuoco. Eppure, anche se la bufala del maroc­chino clan­de­stino e stra­gi­sta si è smon­tata in fretta, c’è poco da rallegrarsi.
Rileg­gete, vi prego, le dichia­ra­zioni di Renzi e dei mini­stri Alfano e Pinotti, prima che risul­tasse l’innocenza del gio­vane Abdel­ma­jid Touil. Su Twit­ter, tutto un lisciare il pelo, per non dir di peg­gio, a poli­zia e cara­bi­nieri. «Gra­zie alle forze dell’ordine che hanno arre­stato in Lom­bar­dia uno dei ricer­cati della strage di Tunisi. Orgo­glioso della vostra pro­fes­sio­na­lità», cin­guetta lo sta­ti­sta di Rignano, il quale non solo ha perso una volta di più l’occasione di tacere, ma si dimo­stra molto meno pro­fes­sio­nale delle forze dell’ordine, le quali si limi­tano ad ese­guire gli ordini.
Visto che ad alcune cen­ti­naia di chi­lo­me­tri dalle nostre coste infu­riano le guerre, c’è da star sicuri nelle mani di esperti di ter­ro­ri­smo e rela­zioni inter­na­zio­nali come Renzi, Pinotti e Alfano? Giu­di­cate voi.
Da que­sta vicenda, tut­ta­via, si pos­sono trarre utili indi­ca­zioni. La prima è che, ormai, la cate­go­ria di migrante sta finendo con coin­ci­dere non solo con quella di poten­ziale delin­quente, ma anche di pre­sunto ter­ro­ri­sta. Una tri­pla eti­chetta o pena pre­ven­tiva che aggrava la con­di­zione delle per­sone che arri­vano da noi per con­qui­starsi una chance di vita e si vedono som­merse da pre­giu­dizi e sospetti.
La seconda, invece, rap­pre­senta una goc­cia di spe­ranza nel mare di xeno­fo­bia espli­cita o impli­cita, dichia­rata o ipo­crita, che ci cir­conda. Incal­zata da un cro­ni­sta tele­vi­sivo mole­sto che le chie­deva per­ché, essendo Touil irre­go­lare, la scuola in cui stu­diava l’italiano l’avesse accet­tato, un’insegnante ha rispo­sto, con evi­dente fasti­dio: «E per­ché non avremmo dovuto? Siamo inse­gnanti, mica que­stu­rini». Una bella prova di dignità e pro­fes­sio­na­lità che segna­liamo a Renzi, soprat­tutto dopo l’approvazione del dise­gno di legge sulla scuola.
LEGGI ANCHE

ITALIA
Touil respinge le accuse
«Sono innocente, non capisco perché mi hanno arrestato». Il marocchino accusato di terrorismo rifiuta di essere estradato
— Red. Int.

Nessun commento:

Posta un commento