martedì 5 maggio 2015

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LA CANDIDATURA DI ENRICOMARIA NATALE IN CAMPANIA PER DE LUCA. IL PAPÀ MARIO FU ARRESTATO DUE VOLTE PER CAMORRA
Agli inizi del dicembre scorso, il giorno 4, l’avvocato Mario Natale venne scarcerato e il figlio Enricomaria diede pubblicità alla sua gioia con un improvviso spettacolo di fuochi d’artificio, nel centro di Casal di Principe, dove i Natale abitano. Fu lo stesso Enricomaria che postò il video dei fuochi sul suo profilo di Facebook e scrisse: “Mario Natale torna in Libertà: è INNOCENTE”. Le maiuscole sono quelle originali, del post. Dieci giorni dopo, il Tribunale del Riesame dissequestrò beni per oltre 50 milioni di euro a Natale: 55 terreni, 41 immobili, 8 fabbricati commerciali, 16 automezzi, 15 quote societarie, 13 società e 5 ditte individuali. Natale era stato già arrestato nel 2008 insieme al fratello Vincenzo, nell’operazione Spartacus 3. Le accuse, sempre le stesse: associazione a delinquere con la camorra dei Casalesi. Un prestanome, in pratica. Per quell’arresto del 2008, il primo, Natale ricevette nel 2010 un risarcimento per ingiusta detenzione.
Oltre Cosentino 
Il figlio di Natale, Enricomaria, alle amministrative del 25 maggio del 2014, è stato l’avversario del suo omonimo Renato Natale, simbolo della lotta ai clan nel comune che dà il nome ai Casalesi. Consigliere uscente di Forza Italia, Natale junior capeggiò una coalizione civica di centrodestra e perse. Oggi il suo nome, a meno di un anno, figura al quinto posto della lista di “Campania in rete” per le Regionali del 31 maggio. Enricomaria Natale corre per la provincia di Caserta nella coalizione del condannato Vincenzo De Luca, il candidato governatore del Pd. Al suo interno, il logo di “Campania in rete” ha tre simboletti: l’Api che fu rutelliana, il Nuovo Cdu di Mario Tassone e Autonomia sud di Arturo Iannaccone. È stato quest’ultimo, irpino e “responsabile” ai tempi dell’ultimo Berlusconi di governo, a reclutare Natale junior. Una candidatura che va oltre il marchio infame di “cosentiniano”, inteso nel senso di Nicola, il dominus azzurro oggi in galera per le sue relazioni con i Casalesi.
Il fardello familiare
Dice Rosaria Capacchione, senatrice del Pd e giornalista del Mattino: “A me se Natale è cosentiniano non importa nulla. Qui il trasformismo politico c’entra fino a un certo punto. È sufficiente il fardello familiare che si trascina dietro. Non si può stare dalla stessa parte di Enricomaria Natale, è una questione di opportunità. Non possiamo candidare qualcuno con cui non prenderesti nemmeno un caffè al bar”. E dice Salvatore Vozza, stabiese del vecchio Pci che oggi è candidato governatore con Sel: “Renzi, alleandosi con l’ex candidato sindaco di Forza Italia a Casal di Principe, mostra ancora una volta la sua scarsissima considerazione per la Campania e il Mezzogiorno e chiarisce come per il Pd la vittoria sia l’unica divinità a cui sacrificare tutto il resto, anche la lotta alla camorra”.
“La destra è necessaria per vincere”
Sostiene Iannaccone: “Ho scelto Natale perché è espressione del territorio. So che la mamma è un medico di base e lui non ha problemi, i due certificati che abbiamo chiesto ai candidati, carichi e casellario giudiziale, per lui sono vuoti. Il papà? Mi pare abbia avuto problemi ma non ho approfondito. Enricomaria è un giovane pulito di Autonomia sud e gli ho consigliato di fare un’opposizione istituzionale in consiglio a Casal di Principe. Noi trasformisti? Io sto nel centrosinistra già da due anni e mi sono fatto quattro primarie. E poi per vincere è necessario mettere insieme pezzi dell’altra parte. Cinque anni fa lo fece Caldoro con il centrosinistra. Adesso è il contrario”.
La difesa: “Mio padre, già assolto”
Negli atti del primo arresto, quello del 2008, i magistrati sostennero che Mario Natale gestì per conto degli Schiavone anche una squadra di calcio. Un anno fa, poi, un pentito ritrattò altre accuse. Prima aveva detto: “Alle Regionali del 1995, il clan sostenne Cosentino e Mario Natale”. Questa la correzione: “Schiavone propose a Cosentino l’appoggio del clan ma questi rifiutò”. In ogni caso, una dialettica tra politica e forze del territorio. Dice Enricomaria Natale al Fatto: “Mio padre ha già avuto un’assoluzione, adesso c’è questo procedimento che finirà a breve. Io indagato? Non è vero nulla, non ho mai ricevuto un avviso. In politica già da tempo mi sono distaccato da Forza Italia, alle comunali ho fatto quattro liste civiche. Sì con De Luca ho parlato. Ha fatto molto per Salerno ed è l’uomo giusto per la Regione. Cosentino l’ho visto una sola volta a un comizio, dei suoi guai so quel che leggo sui giornali e preferisco non esprimermi”. Detto della famiglia Natale, la carica dei cosentiniani nel centrosinistra è trasversale alle varie liste (dieci sigle) che sostengono De Luca. Uno dei casi più eclatanti riguarda Maddalena Di Muccio, già sindaco di un paese del Casertano, Alife. La Di Muccio per lustri è stata berlusconiana e ha rastrellato voti per Cosentino. In questo caso, il Pd l’ha messa direttamente nelle proprie liste. Al quarto posto in provincia di Caserta. È il Partito della Nazione, bellezza e tu non puoi farci niente.

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