mercoledì 27 maggio 2015

LA DITTATURA DEI POCHI ELETTORI

LA DITTATURA DEI POCHI ELETTORI (Antonio Padellaro)

Matteo Renzi che alle imminenti Regionali si “accontenta” di vincere “4 a 3”, è la solita pretattica elettorale che domenica sera gli consentirà di esultare (ci par di sentirlo) per lo “straordinario risultato”, visto che l’esito più probabile è il 6 a 1 per il Pd con il quasi scontato successo leghista nel Veneto. Se così sarà, a parte il ricco Lombardo-Veneto nelle mani di Salvini, le bandiere Democratiche copriranno lo Stivale con una straordinaria concentrazione di potere e con al centro il trono di spade di Palazzo Chigi. Restano due domande. In quanti si recheranno a votare? L’altroieri, a eleggere il sindaco di Bolzano sono andati due elettori su cinque, con il crollo dell’affluenza di circa il 40 per cento.
Le previsioni nelle sette Regioni parlano di un 50 per cento alle urne, se tutto va bene. Il partito renziano riuscirà a ripetere il 41 per cento boom delle Europee dello scorso anno? Anche qui i sondaggi calcolano un 5-6 per cento in meno, se tutto va bene. Dunque, è possibile che il 31 maggio Renzi faccia l’en plein con appena il 35 per cento del 50 per cento, ovvero con circa il 18-20 per cento degli aventi diritto al voto. Con l’Italicum gli basterà anche meno: con soltanto un voto in più degli altri partiti potrà papparsi il premio di maggioranza e assicurarsi il controllo della Camera. Se si tiene conto che Renzi è diventato presidente del Consiglio senza passare dalle elezioni, ecco spiegato il semplice meccanismo che sta trasformando la democrazia italiana nella dittatura di una minoranza. Con un uomo solo al comando.
Da Il Fatto Quotidiano del 26/05/2015.

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