domenica 24 maggio 2015

La rottamazione di Renzi non varca le lenzuola

da il manifesto
EDITORIALE

La rottamazione di Renzi non varca le lenzuola



 
Festeggiamenti a Dublino per la vittoria dei sì 

Forse gli irlan­desi non sono pro­prio la «luce per il mondo» come hanno affer­mato alcuni espo­nenti del governo dopo aver otte­nuto il risul­tato che ha con­fer­mato la modi­fica dell’articolo 41 che recita: «Il matri­mo­nio può essere con­tratto per legge da due per­sone, senza distin­zione di sesso».
Non sono del tutto illu­mi­nati que­sti sim­pa­tici irlan­desi. L’interruzione volon­ta­ria di gra­vi­danza è ancora vie­tata, le con­trad­di­zioni sociali e cul­tu­rali non man­cano, a volte per­cor­rono la clas­sica divi­sione tra i cit­ta­dini e i rurali, come un lungo medioevo che si ripropone.
Però ieri l’Irlanda ha dimo­strato, dopo soli vent’anni dalla can­cel­la­zione del reato di «sodo­mia», che è pos­si­bile ribal­tare leggi tre­mende e bal­zare tra le demo­cra­zie mature.
Per la prima volta al mondo uno stato ha sottoposto a referendum l’estensione del matrimonio civile anche per le persone omosessuali e il popolo l’ha confermata.
Per com­pren­dere per­ché sia avve­nuto, biso­gna ram­men­tare la crisi pro­fonda di cre­di­bi­lità in cui versa l’unica isti­tu­zione morale che per secoli ha regnato sovrana sulle camere da letto e la quo­ti­dia­nità fami­liare delle e degli irlan­desi: la chiesa cat­to­lica. Una gerar­chia che per paura di essere tra­volta dall’enorme scan­dalo pedo­fi­lia ha nasco­sto per anni misfatti indi­ci­bili per­pe­trati nei suoi isti­tuti sco­la­stici, col­legi, parrocchie.
Il popolo irlan­dese è pro­fon­da­mente cat­to­lico, nel senso più tra­di­zio­nale, nelle sue espres­sioni pub­bli­che e di pro­fes­sione della fede.
Cat­to­li­cità e indi­pen­denza cul­tu­rale nei con­fronti dell’odiata Inghil­terra, a Dublino sono un sen­ti­mento che non crol­lerà mai.
Ciò che è avve­nuto, gra­zie anche alla sapienza di un movi­mento lgbt che ha par­lato al cuore e alla ragione di tutte e tutti gli irlan­desi, è stata la sco­perta della reli­gio­sità adulta, capace di distin­guere tra mes­sag­gio cri­stiano e male­fatte dei suoi rap­pre­sen­tanti in terra.
La vit­to­ria dei sì al matri­mo­nio egua­li­ta­rio rap­pre­senta una dop­pia cocente scon­fitta per il cle­ri­ca­li­smo inte­gra­li­sta, quello che da una parte giu­sti­fica ogni ina­de­gua­tezza dei vescovi e preti e dall’altra pro­pina pre­cise pre­scri­zioni nei con­fronti del popolo di Dio.
Per lo scal­tro Ber­go­glio, la luna di miele soste­nuta dalla cor­tina fumo­gena della bono­mia, è finita. Gra­zie alle e agli omo­ses­suali la chiesa sco­pre che il Con­ci­lio Vati­cano II o final­mente viene assunto come «gra­zia» da cui non si può pre­scin­dere, oppure l’affidamento a gruppi estre­mi­sti e inte­gra­li­sti por­terà alla scon­fitta, a chiu­dersi nel tem­po­ra­li­smo cieco che tanto fu osteg­giato da Cristo.
Anche la poli­tica nostrana ha l’occasione di com­pren­dere che i diritti civili sono ter­reno di con­senso, così come lo hanno nel tempo capito Obama, Zapa­tero, Came­ron, Hol­lande e molti altri leader.
Renzi è atteso alla prova dei fatti, su un prov­ve­di­mento asso­lu­ta­mente meno dirom­pente: saprà rot­ta­mare il con­ser­va­to­ri­smo dei pri­vi­legi nelle rela­zioni sentimentali?
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— Luca Kocci

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