venerdì 1 maggio 2015

L’AMACA del 01/05/2015

L’AMACA del 01/05/2015 (Michele Serra)

IL SIGNORE con i capelli bianchi che espone il tricolore al suo balcone, inzaccherato da una pattuglia di “no-expo” con un lancio di uova, incarna uno spirito di cittadinanza piuttosto diffuso in questi giorni a Milano. Tra chi ci lavora (tanti), chi si aspetta qualcosa, chi si sente tenuto all’ospitalità, chi è solamente curioso, l’impressione palpabile è che la maggioranza dei milanesi non sia ostile a Expo. Forse scettica. Forse fredda. Ma non ostile. Che cosa rappresentino, invece, i lanciatori di uova, non è molto chiaro. Le uova, a Expo, sono star da intervistare, non proiettili da lanciare. Il cibo è materia viva, oggetto di discussione e di lotta politica aspra (per esempio tra i fautori della biodiversità e gli omologatori dell’agroindustria), usarlo per il proprio divertimento privato, proprio in questa occasione, è abbastanza superficiale e abbastanza detestabile.
Credo che della battaglia politica attorno al cibo e attorno ai suoi produttori, i contadini, gli allevatori, i pescatori, ai “no-expo” non importi un fico, per restare in metafora alimentare. Neanche sanno di che cosa si sta parlando, quei ragazzotti irosi e superficiali, figli della nevrosi urbana. «Esiliati dalla realtà biologica», direbbe l’ambientalista Wendell Berry, ignoranti delle uova come delle galline come di tutto ciò che cresce e ha valore, costa fatica e costa intelligenza, e richiede visione del mondo.
Da La Repubblica del 01/05/2015.

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