martedì 19 maggio 2015

L’AMACA del 19/05/2015

L’AMACA del 19/05/2015 (Michele Serra)

SE LA ripresa economica ci sarà, il sollievo sarà tale che quasi nessuno avrà voglia di sindacare sulla natura della ri-crescita; ovvero sulla natura della nostra economia e della nostra way of life. Si valuteranno, come sempre, le quantità. Quanto alle qualità, la loro valutazione da tempo non appartiene più alla sfera politica. La politica non è più il luogo dove si arrischiano analisi strutturali e si azzardano alternative vere e proprie. Chi ancora crede o spera in qualche cambiamento rimarchevole deve in qualche modo “farselo in casa”, lavorare nella piccolissima scala del sé o di piccole e medie cerchie di amici, sodali, compagni di strada. Questa frantumazione dei progetti, e questa miniaturizzazione delle speranze, spaventano molto chi — spesso per ragioni anagrafiche — è cresciuto nella politica. Ma bisogna farsene una ragione.
La politica per prima pensa, di se stessa, che fare buona amministrazione e aggiustare al meglio quello che già esiste sia il massimo degli obiettivi. In Italia i tre più forti e funzionali progetti alternativi degli ultimi due decenni (don Ciotti nel sociale, Gino Strada nella sanità, Carlo Petrini in agricoltura) non sono nati dentro la politica, ma fuori. Per volontà di tre singole persone nessuna delle quali ha avuto, né desiderato, cariche politiche. Se la crisi dovesse interrompere almeno per un attimo la sua morsa, la politica si sentirà ancora più autorizzata di prima a occuparsi di amministrazione, e a non occuparsi di politica. Basta saperlo.
Da La Repubblica del 19/05/2015.

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