domenica 3 maggio 2015

«L’AMACA» DEL 3 MAGGIO 2015

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«L’AMACA» DEL 3 MAGGIO 2015 (di Michele Serra)

La principale vittima politica delle violenze di strada a Milano è il movimento contrario a Expo. Che è stato prima espugnato dai violenti (poche centinaia, sempre i soliti, una specie di club agonistico europeo per pochi adepti), poi dirottato contro la città e contro i suoi cittadini. È una storia così vecchia, così risaputa, che ogni volta sbalordisce riscoprirla identica a se stessa. I movimenti antagonisti e i loro cortei attirano drappelli di esaltati che li usano come il parassita usa l’organismo invaso. La loro causa, a violenze commesse e a fuoco spento, ne esce molto indebolita, perché la gente non ha la voglia né il tempo di fare troppe distinzioni. Quanto ai violenti, importa niente se il movimento paga lo scotto e diventa, per causa loro, totalmente impopolare. Troveranno un altro movimento e un altro corteo da usare a loro comodo. Ci sono stati anni (i Settanta) nei quali i movimenti, per difendersi da profittatori, provocatori e gasati di ogni risma, organizzavano servizi d’ordine molto efficienti. Che avevano la mano pesante, spesso molto pesante, con chi cercava di impadronirsi del corteo. Non era un bello spettacolo nemmeno quello. E alcuni di quei servizi d’ordine, militarizzandosi, diedero poi vita a nuove violenze. Ma l’inermità dei movimenti di oggi di fronte ai black bloc è insostenibile. Lo è per loro e lo è per chi deve raccogliere i cocci. Chi organizza un corteo deve organizzarne anche la leadership: perché questa è la politica.

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