domenica 31 maggio 2015

«L’AMACA» DEL 31 MAGGIO

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«L’AMACA» DEL 31 MAGGIO (di Michele Serra)

Consultando il sito ufficiale della Fifa (Fédération Internationale de Football Association) si constata che negli organismi dirigenti del gioco più diffuso, più famoso e più ricco del mondo, non c’è una sola donna. Non sono riuscito ad appurare se ci sia almeno una donna tra i 209 presidenti delle 209 federazioni calcistiche affiliate (in pratica, il pianeta Terra al completo). Ma tenderei a escluderlo, diciamo così per istinto.
Se è vero che il gioco del calcio è una delle culture più condivise e più rappresentative dell’umanità moderna, se ne deduce che il potere, nell’umanità moderna, è ancora saldamente incarnato (e in questo caso: esclusivamente incarnato) da maschi anziani. È un potere patriarcale, come testimoniano le fotografie dei dirigenti indagati e dei dirigenti del calcio in generale: tutti maschi anziani, con qualche modesta immissione di maschi di mezza età, e nessuno sotto i 50 anni. Perfino in quei paesi che per sviluppo demografico e per anagrafe possiamo ben definire “paesi giovani”, la Fifa è fatta da maschi attempati. La politica — della quale tendiamo sempre a pensare male — si mostra capace di una selezione del personale molto più vivace e mutevole. Esistono donne di potere, anche di molto potere. Ed esistono uomini di potere giovani (Obama divenne presidente del paese più potente del mondo a 47 anni; e già da dieci anni era un leader riconosciuto). Morale: il calcio è uno dei luoghi più arretrati, anacronistici e malgovernati del mondo.
repubblica

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