domenica 24 maggio 2015

«L’AMACA» : LE UNIONI OMOSESSUALI

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«L’AMACA» : LE UNIONI OMOSESSUALI (Michele Serra)

Gli elettori giovani più di quelli anziani, gli elettori urbani più di quelli rurali hanno spinto ben oltre il muro del “sì” il referendum che legalizza le unioni omosessuali in Irlanda. Anche la lettura anagrafica del voto aiuta a capirlo: più che una scelta politica, l’estensione dei diritti (in questo caso il diritto di dare definizione legale a ciò che prima non ne aveva, e prima ancora era addirittura fuorilegge) è un evento “naturale”, è la presa d’atto che i tempi cambiano, la morale non ha più la stessa trama e lo stesso ordito, nuovi comportamenti richiedono nuove regole.
Non per ideologia, ma per esperienza diretta i più giovani e i più urbanizzati verificano nella vita quotidiana (non come eccezione, dunque, ma come prassi) il mutare dei costumi. Fa sorridere pensare che una delle armi ideologiche impugnate dai più rigidi difensori del Modello Unico di famiglia, quella monogamica tradizione, è l’accusa agli omosessuali di essere “contronatura”. Poche cose sono più naturali dei cambiamenti, a volte profondissimi, che la storia umana induce negli individui e nelle comunità. Fino a due secoli fa (in termini storici, ieri l’altro) era del tutto “naturale” lo schiavismo, ugualmente “naturale” che le donne non avessero diritto al voto. Fino a tempi molto più recenti il matrimonio era regolato da leggi di ispirazione confessionale, dunque indissolubile (per legge) anche per i non cattolici. Oggi ci parrebbe folle che qualcuno rivendicasse la “naturalezza” della schiavitù, del monopolio politico dei maschi, dell’indissolubilità del matrimonio anche per chi non crede sia un sacramento.

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