sabato 2 maggio 2015

L’Italicum e una balla multipla

L’Italicum e una balla multipla

Credo che ci si sia stufati quasi tutti di parlare dell’Italicum, tuttavia qui urge un breve debunking. Rispetto a quelli che dicono, Renzi in testa, che l’Italicum è ispirato al sistema elettorale dei sindaci o addirittura che è quasi uguale. Perché come balla è grossarella.
Prima di tutto, nei Comuni non ci sono poltrone bloccate per il consiglio comunale, a parte quelle dei candidati sindaci. Gli elettori scelgono quasi tutti i loro rappresentanti. Con l’Italicum si prevede almeno un terzo di nominati dall’alto, in Parlamento.
Secondo, nei Comuni non ci sono (è ovvio) candidature multiple, che nell’Italicum servono a tenere il culo al sicuro ai big e a decidere con le opzioni chi entra tra gli altri.
Terzo, soprattutto, nei Comuni chi prende tra il 40 e il 50 per cento dei voti al primo turno non prende la maggioranza dei seggi, per ottenere la quale deve invece avere almeno il 50,1 al ballottaggio. In altre parole, al contrario di quanto avviene nell’Italicum, nei Comuni la minoranza non può prevalere sulla maggioranza. Tra l’altro ci sono stati fior di casi (tra quelli che ricordo a memoria, Pavia e Isernia, ad esempio) di candidati che al primo turno hanno preso più del 40 per cento ma poi hanno perso al secondo, perché la maggioranza degli elettori non li ha voluti: ma se ci si fosse fermati al primo turno (come previsto dall’Italicum) sarebbero diventati sindaci pur avendo una minoranza di consensi.
Poi va beh, per eleggere i sindaci c’è anche l’apparentamento che invece l’Italicum esclude, ma lasciamo perdere.
Da gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

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