lunedì 18 maggio 2015

Ma mi faccia il piacere

Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

TotoBlitz postdatato. “Palermo, il covo di Riina diventa una caserma dei carabinieri” (Corriere della sera, 9.5). Ci hanno impiegato appena 23 anni, ma alla fine sono entrati.   La Buona Squola. “Il circolo di QuintoNerviviinvitaa’LaBuona Scuola’. Cosa dice veramente la riforma? Qual’è la verità sulle assunzioni?  Parliamone con   Pippo Rossetti,   assessore con delega scuola Regione   Liguria” (manifesto elettorale del Pd ligure, 12.5).  Cosa dice la riforma non   sappiamo, ma sappiamo cosa dovrebbe dire: qual è si scrive senza apostrofo.   Almeno uno. “A.A.A. cercasi elettori” (il Giornale, 12.5). Veramente si dice “cercansi elettori”. Ma ormai dalle parti di Forza Italia si accontenterebbero di uno. Quindi, “cercasi”.  Sinonimi. “In piazza l’armata brancaleone dei no: lo strano impasto destra-sinistra-M5S. Dai Cobas a Fratelli d’Italia, passando per la Lega… Il decentramento fa paura, il preside sceriffo è l’icona del male, resiste il mito dell’egualitarismo” (“cronaca” della protesta al Pantheon contro la riforma della scuola, Il Messaggero, 16.5). Tranquilli, ragazzi, è un fenomeno piuttosto frequente nelle democrazie: si chiama opposizione. 
  Chiaviche/1 “Gli impresentabili sono stati messi nella lista ‘Campania in rete’, una lista marginale, alle due di notte del 1° maggio. Io non ne sapevo nulla” (Vincenzo De Luca, Pd, candidato presidente della Campania e condannato in primo grado per abuso d’ufficio, 14.5). “Non c’è un amministratore che non abbia un avviso di garanzia. Chi non ce l’ha è una chiavica” (De Luca, Il Foglio, 8.5). Il 1° maggio De Luca andò a letto con la certezza di liste riservate a inquisiti e condannati, poi nottetempo qualcuno gli infilò alcuni incensurati. A tradimento.   Chiaviche/2. “Caldoro è impresentabile” (De Luca, Corriere della sera,14.5). Non ha nemmeno una condanna,quella chiavica.   Chiaviche/3. “Renzi: ‘Banda ultralarga obiettivo strategico: la porteremo ovunque’” (la Repubblica, 12.5). De Luca l’ha subito preso in parola.   Santino. “In Veneto rispunta Santino Bozza. Disse: ‘Culattoni malati’. Il Pd della Moretti imbarca l’ex leghista anti-gay espulso dal Carroccio” (Libero, 9.5). Gelosa marcia di De Luca, la Moretti si arrangia come può. Ma può fare di più.  Felice. “Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche” (Felice Belloli, presidente della Lega Nazionale Dilettanti Figc, 14.5). Belloli, inspiegabilmente, non è candidato né con De Luca né con la Moretti. Urge provvedere.
Il Presidente Mungitore. “Sono molto preoccupato dal futuro che vi aspetta in questo Paese. Ripenso alla mia giovinezza: ho cominciato da piccolissimo, mungendo le mucche in una fattoria di paese” (Silvio Berlusconi, FI, ai ragazzi di “Azzurra Libertà”, 8.5). Precoce, il ragazzo. Una vita con le mani in pasta.   Pesce Marino. “Non leggo i giornali, li usiamo a casa per incartare il pesce e le uova” (Ignazio Marino, Pd, sindaco di Roma, 14-5). Le uova e i pesci che presto i romani cominceranno a tirargli.   Fittini & Verditto. “Vertice Fitto-Verdini. Prove di una forza comune. Insieme avrebbero 50 tra deputati e senatori” (La Stampa, 14.5). “Verdini-Fitto, asse per la scissione” (la Repubblica, 14.5). Fitto rimprovera a B. il Patto del Nazareno con Renzi, Verdini rimprovera a B. di aver rotto il Patto del Nazareno con Renzi: praticamente due gocce d’acqua.   Svendola. “RicordocheBarbaraSpinellièstata eletta con i nostri voti” (Nichi Vendola, leader di Sel e governatore della Puglia, Corriere della sera, 14.5). Nostri voti? Quali voti?  Fame da lupi. “Basta criminalizzare il lusso: uno yacht sfama 200 famiglie” (il Giornale, 8.5). Purchè abbiano denti robusti.   Pronto spunta slitta. “Pronto il decreto sulle pensioni” (Corriere della sera, 14.5). “Pensioni, spunta l’ipotesi rinvio” (Il Messaggero,14.5). Strano: la posizione del governo è così chiara.   Joint venture. “Sui magistrati che si occupano di far rispettare il proprio codice morale tanto quanto il codice penale, a Palermo hanno un’ottima tradizione e alcuni sembrano fatti con lo stampino. Immagino che il dottore Di Matteo abbia già inviato un curriculum in Valle d’Aosta” (Claudio Cerasa, Il Foglio, 13.5). Lo sperano tanto Totò Riina e Claudio Cerasa.   Come si fa. “Ma come si fa a essere contro l’Expo?… Il pensiero critico serve quando è competente, serio profondo. Un conto è Picketty; un altro conto sono i no-Tav, o i no-Expo” (Aldo Cazzullo, Sette-Corriere della sera, 15.5). Allora, Cazzullo, mettiti comodo: si fa così. Si studia quanto costa Expo, chi paga e chi ci guadagna; e si verifica cosa c’entra un baraccone tutto asfalto e cemento (peraltro largamente incompiuto), mezzo luna park e mezzo salone del gusto sponsorizzato dalle multinazionali senza un agricoltore manco a pagarlo (per informazioni, rivolgersi a Carlo Petrini di Slow Food), con il nobile proposito-slogan di “nutrire il pianeta”. Poi, se resta tempo, si esaminano i costi (10-15 miliardi preventivati, cioè 20-25 miliardi finali) e i benefici (inesistenti) del Tav Torino-Lione, linea ferroviaria ad alta velocità per le merci (non per i passeggeri, che hanno già il Tgv); si considerano le tonnellate di rocce piene di amianto e materiali radioattivi che si disperderanno in Val di Susa per 20 anni di cantiere; si interrogano le popolazioni locali – in maggioranza competenti e, chissà perchè, contrarie a questa follia –; e, se non basta ancora, si interpellano grandi esperti di opere pubbliche come Marco Ponti o Angelo Tartaglia; infine si scrive qualcosa di vagamente attendibile. E’ faticoso, ma ce la si può fare.
Da Il Fatto Quotidiano del 18/05/2015.

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