mercoledì 6 maggio 2015

MEZZO MILIONE IN PIAZZA CONTRO LA “BUONA SÒLA”

MEZZO MILIONE IN PIAZZA CONTRO LA “BUONA SÒLA” (Tommaso Rodano)

Scuola

SCIOPERO IN TUTTA ITALIA DI STUDENTI E INSEGNANTI: “RIFORMA SÌ, MA NON COSÌ”.

Docenti, studenti, genitori e lavoratori. Precari e di ruolo. Hanno marciato tutti insieme contro la “Buona scuola” di Renzi. In ogni angolo d’Italia. Da Aosta a Catania. Passando per Roma, Milano, Bari, Cagliari e Palermo. Sette piazze principali organizzate dai tre sindacati confederali (insieme a Gilda e Snals), altre decine e decine di cortei e sit-in spontanei in ogni regione del Paese. I Cobas hanno sfilato da soli, invece, in dodici città (la principale è Torino).   Secondo le stime dei sindacati, alla giornata di protesta hanno partecipato oltre 500 mila persone.
Uno sciopero generale con un’adesione vicina all’80 per cento: le aule sono rimaste deserte ovunque. “I dati del ministero dell’Istruzione arrivano da circa 5 mila scuole – spiega Maurizio Lembo, della segreteria nazionale Flc Cgil –. Ci sono altri 3 mila istituti che non hanno mandato nessuna comunicazione: probabilmente perché sono rimasti chiusi”. Una mobilitazione che non si vedeva da anni. Almeno 50 mila nel corteo di Roma, 30 mila in quello di Bari, 25 mila a Milano , 10 mila a Cagliari. Nemmeno nel 2008, contro la riforma Gelmini, si è arrivati a cifre del genere.   Renzi ha messo d’accordo tutti, per i sindacati potrebbe essere addirittura “il più grande sciopero di sempre”. Una battaglia senza distinzioni, stavolta, tra le sigle sindacali né tra insegnanti , lavoratori e ragazzi.   Nei cortei le bandiere si mescolano a centinaia di palloncini colorati, la protesta si fa col sorriso. Cori e ironie sono tutte per il triumvirato della “Buona sòla”: Renzi-Giannini-Faraone. Tra gli slogan, ce n’è uno che tiene insieme le piazze: “Riforma sì, ma non così”.   La sfida più urgente è quella sulle assunzioni: “Non siamo più disposti a farci prendere in giro – ha detto il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, dal palco di Roma – se vogliono davvero assumere 100 mila precari, facciano subito un decreto d’urgenza, altrimenti sono chiacchiere, e si discuta di più nel merito della riforma”.   IL DESTINATARIO dei messaggi ha risposto nel pomeriggio, difendendo la sua “Buona scuola”: “È giusto ascoltare chi protesta – ha detto Renzi – ma siamo il primo governo che mette 3 miliardi sull’istruzione. Non vogliamo abolire la formazione classica, ma se abbiamo numeri come quelli che abbiamo sulla disoccupazione, vuol dire che il sistema va cambiato. Vogliamo copiare l’Alto Adige e il suo modello duale di alternanza scuola-lavoro, serve a contrastare dispersione e disoccupazione”.   La moglie Agnese, ieri mattina, non ha scioperato: era regolarmente dietro la cattedra nella sua scuola di Pontassieve. Sulla protesta è arrivato anche il commento del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Non è stata diplomatica: “È uno sciopero politico – ha detto – e senza presupposti. La riforma della scuola sta procedendo con un dibattito parlamentare che tiene conto di tutto, anche degli stimoli che ci mandano gli insegnanti”. Infine, il sottosegretario Faraone, che non concede margini sulla norma che riguarda i dirigenti scolastici: “Il ruolo del preside-sindaco non è in discussione”.
Da Il Fatto Quotidiano del 06/05/2015.

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