mercoledì 27 maggio 2015

Migranti, ecco il piano Ue dall’Italia via in 24mila estesa l’area operativa della missione Triton

Migranti, ecco il piano Ue dall’Italia via in 24mila estesa l’area operativa della missione Triton (ALBERTO D’ARGENIO)

Migranti

Verranno trasferiti soprattutto eritrei e siriani Renzi: “Presto vedremo se l’Europa è solidale”.

Dopo mesi di discussioni è arrivato il giorno dell’approvazione da parte della Commissione europea del piano d’emergenza per distribuire tra i paesi dell’Unione 40mila migranti sbarcati di Italia e Grecia. La palla poi passerà ai governi, che dovranno confermare la decisione di Bruxelles a giugno. Nonostante la contrarietà di alcune capitali, c’è ottimismo sul via libera finale visto che si deciderà a maggioranza. Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca saranno esentate dal sistema, le perplessità di Francia e Spagna potrebbero essere superate cambiando in parte le quote e il blocco dell’Est, se isolato, non dovrebbe essere in grado di fermare la decisione.
Il testo che sarà approvato oggi dall’esecutivo comunitario guidato da Juncker spiega che «Italia e Grecia con i conflitti in corso nelle regioni immediatamente vicine sono più vulnerabili degli altri paesi europei ai fluissi migratori che oltretutto proseguiranno». Per questo a beneficiare della solidarietà europea – un passo avanti politico rispetto all’indifferenza fin qui mostrata dagli altri governi – saranno Roma e Atene. Nel 2014 in Italia sono infatti sbarcati 170mila migranti (+277% rispetto al 2013) e in Grecia 50mila (+153%).
Bruxelles indica che nel meccanismo in futuro potrebbe entrare anche Malta se la situazione sull’isola peggiorasse. Il meccanismo d’emergenza durerà due anni. Poi la Commissione proporrà nuove regole permanenti sempre per spartire tra i Ventotto gli immigrati in arrivo dal Nord Africa.
Dall’Italia verranno prelevati 24mila migranti, dalla Grecia 16mila. «Il totale di 40mila migranti – scrive Bruxelles – corrisponde al 40% del totale dei richiedenti che hanno una chiara necessità di protezione internazionale ». Ieri sera nella bozza di decisione si leggeva che ad essere riallocati saranno i migranti che sbarcheranno sulle nostre coste dall’entrata in vigore della norma, anche se il testo all’ultimo potrebbe essere cambiato comprendendo anche chi è già arrivato. Poco cambierebbe, sarebbe comunque un primo aiuto ad abbassare la pressione sui centri di accoglienza al collasso. In futuro si aggiungeranno circa 20mila richiedenti asilo presenti nei campi Unchr in Africa che verranno distribuiti tra i Ventotto. Altro per abbassare la pressione degli sbarchi.
Ad essere trasferiti saranno essenzialmente eritrei e siriani, per definizione aspiranti ad ottenere lo status di rifugiato viste le guerre che insanguinano i loro paesi. «Secondo i dati Eurostat – scrive Bruxelles – sono coloro che hanno la percentuale più alta di richieste di asilo accolte, il 75% in media in tutti i paesi Ue».
I paesi di destinazione riceveranno 6mila euro a migrante ospitato. Potranno rifiutare le singole persone per questioni di sicurezza nazionale o ordine pubblico. I governi europei potranno mandare in Italia ufficiali di collegamento per facilitare il lavoro. Inoltre Italia e Grecia saranno aiutati da personale europeo per screening di chi sbarca, raccolta delle impronte digitali, gestione delle domande di asilo e trasferimento. In cambio Roma e Atene si impegnano a presentare entro un mese a Bruxelles un roadmap con le misure per migliorare il lacunoso sistema di asilo, accoglienza e rimpatri. Se non ci fossero miglioramenti, la Ue potrà sospendere le riallocazioni. L’operazione costerà al bilancio comunitario 24 milioni. Nel testo attuale, che potrebbe essere cambiato dai governi, tra gli altri in Germania andranno 8.763 migranti, in Francia 6.752 e in Spagna 4.288.
L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, Fede- rica Mogherini, parla di «proposta non perfetta ma che rappresenta un enorme passo avanti». Per il sottosegretario Sandro Gozi il numero di 24mila migranti «è insufficiente, premeremo perché venga migliorato da ministri e leader ». Il premier Matteo Renzi spiega: «In Europa c’è un po’ di tensione, tutti hanno a che fare con le opinioni pubbliche per cui hanno un po’ paura quando si tratta di accogliere migranti. Ma noi abbiamo detto per la prima volta che questo problema non è solo italiano, ma europeo. Entro il 26 giugno vedremo se l’Ue avrà un volto solidale. Sono molto ottimista, ma finché non si interviene in Africa le quote sono un palliativo. Nei prossimi mesi l’Italia farà cose mai fatte prima: tornare a investire sulla cooperazione internazionale, in particolar modo in Africa». Per Alfano «l’Europa è a un bivio storico: essere solidale o non essere».
Intanto mentre a New York si lavora alla risoluzione Onu per colpire i barconi (vuoti) dei trafficanti direttamente in Libia, la Ue estende a 138 miglia dalle coste siciliane il raggio d’azione di Triton, la missione di soccorso in mare che riceverà dalla Ue altri 38 milioni. E Frontex, l’Agenzia Ue sul controllo delle frontiere, aprirà un base proprio in Sicilia per coordinare Triton e aiutare gli italiani nella gestione della riallocazioni. Bruxelles lavora anche per sigillare i confini Sud della Libia ed evitare che i migranti entrino nel Paese, ora nel caos.
Da La Repubblica del 27/05/2015.

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