lunedì 11 maggio 2015

NUOVA SINISTRA, UN INIZIO NECESSARIO

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NUOVA SINISTRA, UN INIZIO NECESSARIO (Aldo Carra)

Sinistra. Svolta renziana e Italicum impongono un cammino. Si comincia dai giovani e dal lavoro, tradizionale e non.
Ma col nuovo sistema elet­to­rale che punta a un bipar­ti­ti­smo for­zato, che sia di attua­lità non signi­fica che sia facile e pos­si­bile. Non signi­fica, cioè, che possa rag­giun­gere livelli di con­senso che la ren­dano utile. Quali dimen­sioni può avere, quali spazi ci pos­sono essere per una nuova sini­stra oggi? Inda­garli è neces­sa­rio per­ché se essi sono arti­co­lati, fran­tu­mati e dif­fi­cili, dob­biamo averne piena con­sa­pe­vo­lezza per con­cen­trare azioni ed ener­gie e rag­giun­gere i nostri obiettivi.
Civati ha par­lato di spazi scon­fi­nati esi­stenti. In gene­rale penso, alla luce delle tante ana­lisi fatte su com­por­ta­menti ed esiti elet­to­rali, che vi siano tan­tis­sime per­sone e note­voli spazi per una nuova sini­stra, anche supe­riori a quel 10% segna­lato dai son­daggi più otti­mi­sti. Ma atten­zione: non si tratta affatto di milioni di per­sone che sono in attesa dell’evento sal­vi­fico e pronte a par­te­ci­pare a un nuovo pro­cesso ed a votare un nuovo sog­getto. Non è così per­ché negli ultimi anni sono avve­nuti tanti pro­cessi che hanno disar­ti­co­lato il mondo che gene­ri­ca­mente defi­niamo di sini­stra in tanti rivoli e tante direzioni.
Vediamo con­cre­ta­mente i principali.
Asten­sione
Dalle ele­zioni del 2008 l’astensionismo ha con­ta­giato, com­plice la delu­sione dell’esperienza Prodi, alcuni milioni di elet­tori di sini­stra. Si parlò allora, addi­rit­tura, di un par­tito dell’astensione di sini­stra. Da allora il grosso di que­sto elet­to­rato si è arti­co­lato in due seg­menti. Una parte si è rio­rien­tata verso il M5S (si cal­cola che oltre la metà dell’elettorato gril­lino venga da sini­stra), un’altra ha tra­sfor­mato la sua asten­sione da pro­te­sta tem­po­ra­nea, mes­sag­gio per cam­biare, in scelta per­ma­nente di sfi­du­cia. Si può par­lare in que­sto secondo caso di un asten­sio­ni­smo con­so­li­dato e, quindi, di un allon­ta­na­mento sta­bile dalla par­te­ci­pa­zione politica.
In che misura una nuova forza di sini­stra può con­tare su que­ste due fasce di elet­to­rato? È evi­dente che non si tratta di un’operazione facile per­ché è pas­sato molto tempo dalla frat­tura ini­ziale e nel frat­tempo le scelte fatte si sono sta­bi­liz­zate. Ma non c’è dub­bio che si tratta di un mondo al quale indi­riz­zare il mes­sag­gio che una nuova sini­stra deve inviare. Richia­mare que­sto elet­to­rato alla par­te­ci­pa­zione e al voto a sini­stra, rio­rien­tare e rimo­ti­vare que­sta parte di elet­tori, richiede però una forte carica di entu­sia­smo e di rin­no­va­mento della poli­tica, di cre­di­bi­lità morale, una com­po­nente forte di pro­te­sta con­tro l’esistente e di cri­tica alla sini­stra che fu in tutte le sue sfaccettature.
Base sociale
Le ana­lisi elet­to­rali recenti hanno mostrato come il primo par­tito tra gli ope­rai sia diven­tato pro­prio l’astensione e il secondo, fino all’altro ieri, quello di Ber­lu­sconi. Il corpo elet­to­rale tra­di­zio­nale della sini­stra, insomma, non coin­cide più col mondo del lavoro tra­di­zio­nale e, pur­troppo, nem­meno con quello del lavoro nuovo nelle sue diverse sfac­cet­ta­ture. Un nuovo sog­getto poli­tico della sini­stra, quindi, dovrà deli­neare con chia­rezza la base sociale alla quale fa rife­ri­mento per chia­marla a par­te­ci­pare al pro­getto di costru­zione a comin­ciare dal mondo del pre­ca­riato e dal lavoro auto­nomo indi­vi­duale nel ter­zia­rio avan­zato. E qui il pro­blema si incro­cia con quello dei giovani.
Gio­vani
Il mondo gio­va­nile non è un mondo neu­tro e sgan­ciato dalle appar­te­nenze. Quindi val­gono anche per tanti gio­vani le cose dette finora. Ma ci sono senza dub­bio, soprat­tutto tra i gio­va­nis­simi, ele­menti tutti da capire per deli­neare i carat­teri del nuovo sog­getto poli­tico. Non si tratta qui di appli­care ricette socio­lo­gi­che a que­sto mondo per molti versi sco­no­sciuto, molto arti­co­lato e in con­ti­nua muta­zione, che oscilla tra nuove aspi­ra­zioni e scarse spe­ranze di inse­ri­mento e di futuro. Si tratta, però, di farne il cen­tro motore di una nuova sini­stra e di costruire con loro forme e con­te­nuti di una nuova poli­tica. Red­dito e redi­stri­bu­zione del lavoro pos­sono essere i ter­reni per comin­ciare un cam­mino nel quale i gio­vani pos­sano porsi alla testa di una nuova colonna sociale che mar­cia verso il futuro.
Rap­porto con i partiti
La spe­ci­fica sto­ria ita­liana ha visto coin­ci­dere per lungo tempo l’essere di sini­stra con le vicende del Pci. Cgil e Pci sono stati i rife­ri­menti delle spe­ranze di cam­bia­mento della classe lavo­ra­trice e anche del più vasto mondo pro­gres­si­sta costi­tuito dai ceti medi pro­dut­tivi e da quelli intel­let­tuali. In que­sto rap­porto hanno con­vis­suto una forte carica di oppo­si­zione e di cri­tica al sistema insieme a una grande spe­ranza di cam­bia­mento tra­mite accesso al governo. I governi con­qui­stati in tante ammi­ni­stra­zioni locali sono stati visti come l’anticamera dell’accesso al governo per tanti anni negato dalla con­ven­tio ad exclu­den­dum. Que­sta lunga fase ha fatto vivere nega­ti­va­mente ogni divi­sione a sini­stra e fatto pre­va­lere il biso­gno di unità come con­di­zione alla quale sacri­fi­care, se neces­sa­rio, anche una parte dei pro­pri convincimenti. Si spiega così anche la per­ma­nenza nel Pd di tanti elet­tori cri­tici e delusi verso quel par­tito che si rispec­chia anche nelle titu­banze e nelle con­trad­di­zioni delle sini­stre Pd. La nuova sini­stra non potrà che essere alter­na­tiva a que­sto Pd.
L’Italicum consente il voto utile (a sinistra) al primo turno
Ma con que­sto mondo, soprat­tutto alla base e nei ter­ri­tori, va tenuto aperto un cor­ri­doio di comu­ni­ca­zione e dia­logo anche per sfrut­tare a nostro favore la nuova legge elet­to­rale. Poi­ché essa si tra­durrà ine­vi­ta­bil­mente in un’elezione della mag­gio­ranza al secondo turno, que­sta volta potrà essere la sini­stra a chie­dere il voto utile al primo turno per avere una pre­senza più con­si­stente in par­la­mento senza intac­care i seggi che vanno al par­tito di maggioranza.
Natu­ral­mente que­sto sono solo alcuni dei pro­blemi che stanno davanti a una nuova sini­stra oggi. Ma l’importante è non nascon­derli ed affrontarli.

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