mercoledì 27 maggio 2015

Jobs Act, ad aprile 48 mila contratti in più, il resto sono precari

da il manifesto
LAVORO

Jobs Act, ad aprile 48 mila contratti in più, il resto sono precari

Occupazione. Per fare un bilancio attendibile, rispetto alle ambizioni del governo Renzi che parla di 800 mila occupati, si dovrà attendere tuttavia il prossimo autunno, quando cioè scadranno i «bonus» elargiti alle imprese


REDAZIONE ECONOMICA
Al netto delle ces­sa­zioni, i nuovi con­tratti a tempo inde­ter­mi­nato con­ti­nuano ad aumen­tare: +48 mila ad aprile. È nor­male, con­si­de­rata la piog­gia di denaro pub­blico che ha inve­stito le imprese: sgravi con­tri­bu­tivi fino a 8.060 euro annui per tre anni, ma anche per il «con­tratto a tutele cre­scenti» che abo­li­sce l’articolo 18 per i neo-assunti e pre­vede un inden­nizzo al posto del rein­te­gro in caso di licen­zia­mento ille­git­timo per i lavo­ra­tori dipen­denti. Il dato è stato rica­vato ieri dal sistema infor­ma­tivo delle comu­ni­ca­zioni obbli­ga­to­rie azien­dali del mini­stero del Lavoro. La natura di que­sti rap­porti di lavoro è, in mag­gio­ranza, pre­ca­ria e a ter­mine: sul saldo posi­tivo di 210.544 unità biso­gna distin­guere i 48.536 a tempo inde­ter­mi­nato, poi le 35.883 tra­sfor­ma­zioni di rap­porti di lavoro a tempo deter­mi­nato in rap­porti a tempo inde­ter­mi­nato, con­tro le 19.144 dell’anno scorso. Un terzo dei con­tratti è dun­que a tempo deter­mi­nato, +127mila. In gene­rale, ad aprile si sono regi­strati 756.926 con­tratti di lavoro com­ples­sivi, a fronte di 546.382 ces­sa­zioni. Nei primi quat­tro mesi dell’anno i con­tratti a tempo deter­mi­nato sono 475.273, poi ci sono 18.443 con­tratti di appren­di­stato, 38.632 di col­la­bo­ra­zione, 53.063 forme di lavoro clas­si­fi­cate come «altro»: con­tratti di inse­ri­mento lavo­ra­tivo, inter­mit­tenti e inte­ri­nali, rap­porti di lavoro auto­nomo nello spet­ta­colo. L’occupazione «fissa» non aumenta dun­que. Per fare un bilan­cio atten­di­bile, rispetto alle ambi­zioni del governo Renzi che parla di 800 mila occu­pati, si dovrà atten­dere tut­ta­via il pros­simo autunno, quando cioè sca­dranno i «bonus» elar­giti alle imprese. «Que­sti dati sostan­zial­mente con­fer­mano un aumento dei con­tratti sta­bili e una ridu­zione di quelli pre­cari. È una buona noti­zia per­ché l’obiettivo del governo è fare in modo che il con­tratto a tempo inde­ter­mi­nato torni ad essere il modo nor­male di assun­zione», ha com­men­tato il mini­stro, Giu­liano Poletti. Domani il governo dovrebbe pre­sen­tare a sin­da­cati e imprese il decreto attua­tivo del Jobs Act sugli ammor­tiz­za­tori sociali. Tra le ipo­tesi, c’è l’interdizione alla cassa inte­gra­zione in caso di ces­sa­zione defi­ni­tiva dell’azienda, Cig per imprese non decotte, taglio della durata mas­sima della Cig da 36 a 24 mesi ma con l’introduzione di un «bonus» . Scet­tica Camusso (Cgil): «Temo una delu­sione. Le altre volte sono venuti senza pro­po­ste e senza dirci il testo del decreto. Mi auguro che almeno que­sta volta il tema dell’universalità sia il tema al quale ci si rivolge».

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