martedì 19 maggio 2015

Parte la missione contro gli scafisti Comando a Roma, ora si aspetta l’Onu

Parte la missione contro gli scafisti Comando a Roma, ora si aspetta l’Onu (Andrea Bonanni)

Il drone europeo

Via libera dei ministri Ue. Mattarella: “In Libia serve una soluzione politica non militare”. Accordo tra Italia, Francia e Germania per il drone europeo.

BRUXELLES – Parte la missione militare della Ue contro gli scafisti. Ma crescono anche le resistenze e le riserve al piano della Commissione per la redistribuzione dei rifugiati sulla base di quote vincolanti. I ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto, riuniti ieri a Bruxelles sotto la presidenza di Federica Mogherini, hanno dato via libera a “Eunavfor Med”, la missione navale europea che avrà l’obiettivo di contrastare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Il quartier generale della missione sarà a Roma, nell’ex aeroporto di Centocelle che è uno dei sei centri di comando per le operazioni congiunte europee.
La guida di Eunavfor Med è stata affidata all’ammiraglio Enrico Credendino, che ha già comandato la missione navale europea Atalanta, contro i pirati al largo delle coste somale. L’operazione ha ricevuto un finanziamento di 11,8 milioni per i primi due mesi e un mandato iniziale di un anno.
Da questo momento, dunque, cominciano i lavori di pianificazione, di raccolta dati e di composizione delle forze, uomini e mezzi, che verranno offerte dagli stati membri. Oltre all’Italia,anche Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna hanno già annunciato che parteciperanno alla missione. Altri Paesi si aggiungeranno. Per essere pienamente operativa Eunavfor Med dovrà però attendere una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che, sulla base del “capitolo sette” della Carta Onu, autorizzi l’uso della forza. Quindi ci sarà un nuovo via libera da parte dei ministri degli esteri il 22 giugno e, il 26 giugno, da parte dei capi di governo. Il «concetto strategico » messo a punto dai servizi di Federica Mogherini e approvato dai governi prevede quattro livelli di operazioni: la raccolta di informazioni; l’intervento in acque internazionali;l’intervento nelle acque territoriali libiche e, infine, operazioni per spezzare le strutture organizzative dei trafficanti. Ma per sapere con esattezza quali saranno le regole di ingaggio occorrerà attendere la risoluzione Onu.
Intanto c’è preoccupazione a Roma e a Bruxelles per le crescenti resistenze al piano della Commissione per ridistribuire i rifugiati tra tutti gli Stati membri in base a quote vincolanti. L’altro giorno il primo ministro francese, Valls, ha detto che il sistema delle quote «non corrisponde alla posizione della Francia». Non è chiaro se si riferisse in generale alla ridistribuzione dei migranti o alla specifica proposta della Commissione per il ricollocamento d’urgenza di un contingente limitato di profughi. Anche il ministro degli esteri spagnolo ha criticato il criterio delle quote. Tranne Romania e Bulgaria, tutti i Paesi dell’Est europeo so- no contrari. Anche Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca si oppongono, ma possono usufruire di un «opt-out» e non parteciperanno alla votazione.
La questione sarà discussa il 15 e 16 giugno dai ministri degli Interni, dopo che la Commissione avrà presentato formalmente e quantificato la sua proposta entro fine maggio. Sarà «certamente una discussione non facile», ha detto ieri il ministro degli esteri Gentiloni. Che però si dice ottimista: «Credo che il risveglio dell’Europa sia difficile da rimettere in discussione. L’agenda della Commissione e la decisione sulla missione sono un buon passo avanti. E anche sulla condizione dell’accoglienza si possono ottenere dei risultati». Secondo la Franesina, le dichiarazioni di Francia e Spagna rispondono solo ad una esigenza «di posizionamento » in vista del dibattito tra i ministri.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Repubblica. In visita in Tunisia, Mattarella ha detto che l’emergenza dei migranti che partono dalla Libia è «un fenomeno umanitario senza precedenti di cui l’Europa deve farsi carico collettivamente, con spirito di solidarietà e accoglienza». La comunità internazionale deve ricercare «una soluzione politica e non militare», per favorire la formazione di «un governo di unità nazionale» e facilitare così la «pacificazione» della Libia, ha aggiunto il presidente di fronte al parlamento tunisino.
Ieri infine il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha firmato con i suoi colleghi tedesco e francese un accordo per avviare uno studio di fattibilità per la costruzione di un drone europeo di sorveglianza. L’aereo telecomandato, soprannominato Male, acronimo di «Medium Altitude/Long Endurance» potrebbe essere operativo a partire dal 2025.
Da La Repubblica del 19/05/2015.

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