venerdì 1 maggio 2015

Primo maggio, una festa del lavoro ancora una volta con poco lavoro, pensioni, assunzioni, licenziamenti, servizi pubblici per l' impiego ne IL PUNTO de lavoce.info


Il Punto 
Primo maggio, una festa del lavoro ancora una volta con poco lavoro e mal distribuito per genere, età e geografia. Nel lavoro al femminile le quote rosa hanno scalfito il soffitto di cristallo nelle posizioni dirigenziali. Ma la riduzione del divario occupazionale che si vede arriva solo perché tra gli uomini si è perso il lavoro, non perché le donne l’abbiamo trovato. Per ridurre davvero il gender gap servono interventi che aiutino le donne a conciliare le troppe esigenze che cascano sulle loro spalle.L’ottimismo del ministro Poletti sulle future pensioni dei giovani di oggi è ingiustificato. Il rapporto Brambilla usato dal responsabile del Welfare si basa su attese di crescita economica poco plausibili. In più, a carico delle nuove generazioni ci sono contributi previdenziali ben maggiori.Arrivano i primi effetti delle regole del Jobs act su assunzioni e licenziamenti. Con la maggiore possibilità di licenziare, anche la disponibilità di alcune imprese a discutere di clausole individuali o aziendali che vadano oltre le scadenze temporali del contratto a tutele crescenti. O ad offrire come benefit la reintegra per licenziamento illegittimo. È in stallo la riforma dei Servizi pubblici per l’impiego. Il rischio da evitare è che la nuova Agenzia per l’occupazione sia un mostro statalista che da Roma legiferi sulle politiche attive del lavoro della Val Camonica e della regione Calabria. Meglio una soluzione light che metta a fattor comune le esperienze regionali positive.

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  • Per ora il cavallo del lavoro non beveRisultati immagini per istat
    30.04.15
    Pietro Garibaldi 

    I dati Istat per il primo trimestre 2015 dicono che l’occupazione in Italia è in lieve flessione. Eppure il governo ha messo in campo diversi strumenti per permettere alla imprese di aumentare il numero degli occupati, dalla decontribuzione al contratto a tutele crescenti. Coerenza da mantenere.
  • Il Primo maggio delle donneRisultati immagini per 1 maggio donne
    30.04.15
    Alessandra Casarico e Daniela Del Boca

    Negli ultimi anni le donne italiane in cerca di lavoro sono aumentate. E la legge sulle quote rose ai vertici delle aziende ha dato buoni risultati. Ma l’occupazione femminile resta bassa. Le politiche indispensabili per consolidare i segnali positivi e l’attuazione delle misure già prese.
  • Occupazione femminile: lezioni americaneRisultati immagini per 1 maggio donne
    28.04.15
    Stefania Albanesi 

    Negli Stati Uniti il divario tra uomini e donne nella partecipazione al mercato del lavoro è molto più basso di quello registrato in Italia. Un calo persistente del gap porterebbe automaticamente anche a una riduzione del tasso di disoccupazione femminile. Fenomeno congiunturale o di lungo periodo?
  • Quanto avranno di pensione i giovani d'oggi?Risultati immagini per pensione
    30.04.15
    Vincenzo Galasso

    Il rapporto Brambilla sul sistema previdenziale italiano induce all’ottimismo, a patto che le stime di crescita e inflazione siano corrette. Ma le generazioni più giovani non sono penalizzate tanto nella generosità delle pensioni, quanto dal fatto che le riceveranno per molti meno anni.
  • Se la reintegra diventa un benefitRisultati immagini per jobs act30.04.15
    Francesco Bacchini

    Il Jobs act attenua le sanzioni per il datore di lavoro in caso di licenziamento. Ma non è una “licenza di licenziare”. Chi prevede la fine del ricorso al giudice potrebbe essere smentito dai fatti. C’è poi la possibilità di inserire la reintegra nei contratti individuali o in quelli aziendali.
  • Politiche del lavoro: evitare i carrozzoniRisultati immagini per politiche lavoro
    30.04.15
    Francesco Giubileo 

    La riforma delle politiche attive del lavoro è nececessaria, ma è stata inserita in un disegno normativo molto vasto, con inevitabili ritardi. L’agenzia nazionale rischia di divenire un inutile carrozzone. Meglio limitare il potere legislativo delle regioni e creare uno sportello unico del lavoro.

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