giovedì 14 maggio 2015

Profughi, l’Ue dà il via libera alle quote E prepara l’opzione militare in Libia

Profughi, l’Ue dà il via libera alle quote E prepara l’opzione militare in Libia (ANDREA BONANNI)

UE

La Commissione approva le misure sull’immigrazione: i rifugiati saranno ridistribuiti. Ma c’è già chi si sfila.

BRUXELLES – Con una decisione storica l’Europa ha finalmente accettato di farsi carico collettivamente della questione dei flussi migratori. La Commissione ha approvato ieri “l’Agenda europea sulla migrazione”: una serie di proposte che finiranno ora all’esame dei governi. Il documento prevede una lunga lista di misure, alcune volte a far fronte all’emergenza, altre destinate ad affrontare gli aspetti strutturali del fenomeno migratorio.
Nell’immediato, Bruxelles propone di ridistribuire tra tutti gli stati membri un contingente di rifugiati ora ospitati in Italia, Grecia e Malta sulla base di una chiave di ripartizione vincolante che terrà conto della popolazione, del prodotto interno lordo, del numero di rifugiati già ospitati e del tasso di disoccupazione.
L’entità di questo contingente (si parla di una cifra tra dieci e ventimila persone) non è stata ancora decisa, ma sarà resa nota entro fine mese. Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, in base ai trattati, potranno non partecipare alla condivisione. Quanto all’Italia, che dovrebbe accogliere una quota del 12 per cento del contingente, sarà esentata dal farlo avendo già ampiamente superato quella soglia.
Un altro contingente di ventimila profughi, prevalentemente siriani, attualmente ospitati nei campi in Turchia e Giordania, verrà accolto nella Ue, sulla base di una raccomandazione della Commissione che applica la medesima chiave di ripartizione. A fine anno, la Commis- sione si riserva di proporre l’estensione di questo sistema di redistribuzione dei rifugiati, che verrebbe dunque applicato in modo permanente. Ma su questo punto molti governi hanno già fatto sapere la loro contrarietà.
Sempre sul fronte dell’emergenza, già lunedì i ministri degli Esteri e della Difesa saranno chiamati ad approvare il piano messo a punto dall’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Federica Mogherini, per la distruzione delle barche usate dai trafficanti di esseri umani. Ieri il quotidiano britannico Guardian , anticipando il documento, ha scritto che la missione potrebbe contemplare anche operazioni a terra sul suolo libico. Ma Mogherini ha seccamente smentito questa ipotesi. «Pianifichiamo un’operazione navale, speriamo in collaborazione con le autorità libiche, per smantellare il modello di business dei trafficanti. Questo chiaramente non comporta un intervento di terra in Libia». Una decina di paesi europei dovrebbero partecipare alla missione, che è ancora in attesa dell’autorizzazione delle Nazioni Unite sotto forma di una risoluzione che autorizzi l’intervento nelle acque territoriali della Libia. Lunedì i ministri dovrebbero comunque affidare il comando dell’operazione all’Italia, che ospiterà anche il quartier generale operativo.
Oltre alla redistribuzione almeno parziale dei profughi e al rafforzamento delle operazioni di soccorso in mare, l’Agenda prevede anche un potenziamento sia della schedatura dei migranti che sbarcano sulle nostre coste, sia delle operazioni di rimpatrio per coloro che non avessero i titoli per ottenere l’asilo politico. «Oggi le regole in questo campo non sono applicate correttamente e questo ha contribuito a creare risentimenti sulla questione dell’immigrazione», ha spiegato ilvicepresidente della Commissione Frans Timmermans, che con Mogherini è uno degli autori della proposta.
Il governo italiano ha espresso grande soddisfazione per la decisione di Bruxelles. «L’Europa compie una svolta politica senza precedenti sul tema dell’immigrazione e dei richiedenti asilo, dopo l’inversione di rotta già avvenuta in materia di scelte economiche. Finalmente in modo concreto e operativo l’Ue si assume pienamente le sue responsabilità», ha commentato il sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi.
Da La Repubblica del 14/05/2015.

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