mercoledì 13 maggio 2015

Profughi, sfida nella Ue oggi battaglia sulle quote “Roma guidi i raid antiscafisti”

Profughi, sfida nella Ue oggi battaglia sulle quote “Roma guidi i raid antiscafisti” (ANDREA BONANNI)

La caccia

In discussione l’Agenda, Juncker potrebbe stralciare le cifre L’Italia chiede di ospitare il quartier generale della missione.

BRUXELLES – Dovrà faticare non poco il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker per far approvare oggi dal collegio dei commissari l’Agenda europea per la migrazione così come è stata preparata dai due vicepresidenti Franz Timmermans e Federica Mogherini. I punti che ancora restano da definire sono numerosi. E su alcuni di essi ci si attende una discussione accanita.
La questione politicamente più sensibile è l’attribuzione di quote obbligatorie di richiedenti asilo che ogni Paese dovrà accogliere in base ad una chiave di ripartizione che verrà proposta dalla Commissione. I contingenti da redistribuire sono due. Il primo è composto da rifugiati già ammassati nei centri di accoglienza italiani, greci e maltesi. Il secondo da profughi che attualmente si trovano nei campi al di fuori dai confini della Ue e che intendono chiedere asilo. Per quest’ultimo la Commissione dovrebbe proporre di accoglierne 20mila, come chiede l’Onu. Ma giuridicamente non potrà imporre agli Stati membri di ospitarli. Si limiterà dunque a suggerire una quota per ogni Paese, che però sarà libero di accettare o meno la proposta.
Per ridistribuire i profughi già arrivati in Europa, Bruxelles ricorrerà invece ad una procedura di emergenza, attribuendo quote nazionali e chiedendo al Consiglio di accettare la ripartizione come vincolante per ogni Stato membro. Tuttavia è possibile che oggi non venga indicato quale sarà il numero dei migranti che fanno parte di questo contingente. La cifra dovrebbe essere compresa tra 10 e 20mila persone. Ma, anche se nella discussione preparatoria tra i vari capi di gabinetto non sono emerse resistenze palesi, è possibile che nella riunione del collegio si decida di non indicare un numero complessivo, che dovrà essere fornito solo entro la fine del mese. Resta ancora da capire, infatti, a quanti Paesi si applicherà la procedura di urgenza per l’accoglienza obbligatoria. La Gran Bretagna, che ha un diritto di « optout », ha già fatto sapere che intende esercitarlo. Ma anche Irlanda e Danimarca potrebbero far valere la loro facoltà di chiamarsi fuori. In questo caso, visto che i Paesi che scelgono l’ optout non partecipano alla decisione, cresce la probabilità che la proposta della Commissione venga accolta dal Consiglio, che vota a maggioranza qualifi- cata. Ma aumenta evidentemente anche il carico che ciascun Paese dovrà accollarsi.
Anche sulla chiave di ripartizione la discussione è aperta. Essa terrà sicuramente conto sia della popolazione del Paese ospitante sia del suo prodotto interno lordo. Ma altri fattori potrebbero essere presi in considerazione, come il numero di rifugiati già ospitati, o il livello della disoccupazione, che influirebbero notevolmente sul risultato finale. Su questo punto, comunque, oggi i commissari dovranno trovare una soluzione condivisa perché la proposta finale che uscirà dal collegio deve necessariamente indicare quali saranno le quote nazionali.
Altri punti dell’Agenda immigrazione rischiano di suscitare discussioni aspre. In particolare appare controverso in capitolo che riguarda l’immigrazione legale, là dove la Commissione propone di aumentare il numero complessivo di lavoratori da accogliere e suggerisce di creare una sorta di «carta blu» sul modello americano della «green card», che dia diritto di accoglienza in tutta l’Unione. Prevista anche una stretta di vite contro il lavoro nero, con ispezioni nei luoghi di lavoro.
Oggi Mogherini illustrerà anche il Piano di intervento messo a punto dai suoi servizi per l’operazione di sequestro e distruzione delle barche usate dai trafficanti. Il documento prevede tre livelli di intervento: nelle acque internazionali, nelle acque territoriali libiche e nei porti della Libia dove sono le basi del traffico. Quale dei tre livelli potrà essere messo in pratica dipenderà essenzialmente dalla risoluzione Onu che dovrà dare legittimità internazionale all’intervento Ue, e che dovrebbe arrivare entro le prossime due settimane. Il piano, con ogni probabilità, non sarà operativo prima del vertice dei capi di governo di giugno, che dovranno approvarlo. In ogni caso l’Italia si è già candidata a guidare la missione, cui dovrebbero partecipare una decina di Paesi, e ad ospitarne il quartier generale a Roma. Il candidato è l’ammiraglio di divisione Enrico Credendino, già alla guida dell’Operazione antipirateria nel Corno d’Africa.
Da La Repubblica del 13/05/2015.

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