sabato 23 maggio 2015

Quote rifugiati, via in 24mila dall’Italia

Quote rifugiati, via in 24mila dall’Italia (ANNA LOMBARDI)

Lo scontroLa Commissione europea prepara la proposta di trasferimento degli immigrati dal nostro Paese e dalla Grecia Hollande conferma la linea dura. Gentiloni: “Tutti condividano il nostro sforzo”. Mercoledì si discuterà il piano.

PROSEGUE il braccio di ferro fra Matteo Renzi e François Hollande sulla questione della ripartizione di quote di rifugiati nei 28 paesi dell’Unione Europea. Già martedì scorso il Presidente francese, in visita a Berlino per incontrare Angela Merkel, aveva fatto sapere di non voler accettare nessuna divisione del carico di migranti. Posizione ribadita ieri, dove prima di lasciare il vertice di Riga dedicato al partenariato orientale, è tornato sulla questione raccontando di aver parlato con il premier Renzi – presumibilmente mercoledì durante la cena dei premier – ribadendo che «accoglienza e registrazione per distinguere fra migranti economici e quelli che hanno diritto d’asilo deve essere fatta nei paesi di fronte al Mediterraneo». Sempre da Riga, Renzi ribatte: «È impossibile che i leader europei chiudano gli occhi di fronte a questo dramma».
Intanto vanno avanti i lavori della Commissione Europea per definire i dettagli della proposta legislativa che sarà presentata mercoledì nell’ambito dell’Agenda immigrazione. La ripartizione in quote appare certa, l’unico dubbio è semmai sul numero finale delle persone da spostare: come già anticipato da Repubblica , si parla di circa 40 mila richiedenti asilo di cui un 60 per certo provenienti dall’Italia. Dal nostro paese partirebbero dunque 24 mila persone, mentre dalla Grecia altre 16 mila. Questo, a patto che i due paesi s’impegnino in una gara di responsabilità, ovvero dimostrino rigore nell’identificare e custodire gli immigrati, impedendo fughe dai centri di accoglienza e rispedendo ai paesi d’origine chi non ha il diritto di restare.
Per ora si tratta di numeri ipotetici: ma visto che le linee generali sono già state approvate lo scorso 13 maggio, si tratterebbe solo di tecnicismi. Certo, alcuni paesi (Gran Bretagna, Danimarca e Irlanda) hanno già annunciato che non parteciperanno alla ridistribuzione utilizzando la clausola dell’opt out, “chiamarsi fuori”, che permette di astenersi dalla decisione che adotterà la Commissione. Altri, come la Francia, potrebbero votare contro. Ma la Germania è a favore e salvo sorprese dell’ultimo minuto, la maggioranza propende per l’approvazione del pacchetto completo. «Mi preoccupa dice il ministro degli Esteri Gentiloni – il diffondersi di posizioni che non tengono in considerazione la necessità di condividere lo sforzo». Ma Renzi appare più ottimista: «Credo ci sia tutto lo spazio per trovare un punto d’intesa».
Da La Repubblica del 23/05/2015.

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