domenica 31 maggio 2015

Renzi avverte: “Questo voto non è un test su di me” Fi: silenzio elettorale violato


Renzi avverte: “Questo voto non è un test su di me” Fi: silenzio elettorale violato

Bindi

Bagnasco: “Gli impresentabili sono una questione seria” Speranza: De Luca non c’entra niente con l’Antimafia.

ROMA – A poche ore dai risultati delle regionali, Matteo Renzi allontana l’idea di un referendum su di lui e sul suo governo. «Francamente non è così. Questa può essere stata una lettura che si è data sulle elezioni europee, lettura che anche in quel caso non condividevo, ma le elezioni locali servono per le elezioni locali, non c’è nessuna conseguenza, sono elezioni regionali», dice il premier a Trento. Comunque non crede a sorprese negative. «Io sono ottimista, lo sono sempre».
Ci sono tante partite nel voto di oggi che coinvolge Toscana, Veneto, Marche, Umbria, Puglia, Liguria e Campania oltre un certo numero di comuni. Quella di un giudizio sul primo anno di esecutivo Renzi, sul Pd tantopiù dopo il durissimo scontro sugli impresentabili, sul futuro della legislatura.
Dentro il Partito democratico, all’ultimo momento arriva un messaggio di unità da parte di Roberto Speranza, ex capogruppo e ora leader della sinistra. «Conosco bene De Luca e vedere il suo nome accostato all’Antimafia è in totale contraddizione con il suo impegno e con la sua storia che sono stati sempre rivolti al servizio esclusivo della comunità», sentenzia Speranza. Ma certo la sfida interna non finisce qui.
Forza Italia attacca il premier per aver violato ieri il silenzio elettorale durante un convegno a Trento. «Sono davvero nauseato. Renzi viola il silenzio elettorale in barba alle più ovvie regole democratiche», dice Renato Brunetta. Gli azzurri chiedono l’intervento della Procura. Lo stesso fa il Movimento 5 stelle. «Non basta aver tappezzato la città di Trento con l’immagine del segretario Pd, in occasione del Festival dell’Economia. Renzi rompe il silenzio elettorale con una vera e propria propaganda di regime. Presenterò un esposto in Procura contro questa gravissima violazione», annuncia Riccardo Fraccaro, deputato grillino. Attaccano anche il coordinatore di Sel Nicola Fratojanni e il fuoriuscito Pippo Civati in una dichiarazione comune: «Avevamo chiesto al presidente del Consiglio e segretario del maggior partito italiano di evitare la comparsata nel giorno del silenzio elettorale. Ovviamente non l’ha fatto, fregandosene altamente delle regole e del buon gusto». Sugli impresentabili interviene anche la Chiesa e il suo è un invito a non minimizzare. «La pubblicazione della lista è una questione seria – avverte il presidente della Cei Arnaldo Bagnasco -. Deve essere risolta. Sempre meglio sul piano giuridico, legale, politico, legislativo ma chi si presenta per fare un servizio al paese, recita la nostra Costituzione, deve farlo in modo onorabile».
Da La Repubblica del 31/05/2015.

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