venerdì 29 maggio 2015

Renzi a Berlusconi: “Un biglietto scaduto”

Renzi a Berlusconi: “Un biglietto scaduto” (FRANCESCO BEI)

Renzi- Berlusconi

Interviste parallele in tv a Virus nella volata finale delle regionali. Il premier rilancia il sindacato unico: in Germania c’è e funziona Il leader di Forza Italia e il nodo delle tasse: “Imu votata anche dal Pdl? Sì, ma io non c’ero. Ero in Congo per costruire un ospedale”.

ROMA – Niente confronto in tv, nessun incontro dietro le quinte. A Saxa Rubra, negli studi di Virus, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si alternano sulla poltrona senza tuttavia incrociarsi. E salta così l’unico possibile faccia a faccia televisivo delle regionali. Ma la puntata regala comunque qualche momento di intrattenimento per le uscite di Berlusconi, ieri sera in versione vecchio zio. E per il nuovo affondo di Renzi sul «sindacato unitario» e sui troppi sindacalisti in giro.
Berlusconi recita la parte del nonno. Come quando “scopre” la bellezza della Rete: «Una volta credevo che fosse la penicillina, ma invece Internet è la scoperta più incredibile del mondo». Il vecchio e il bambino è un tema ricorrente, nel tentativo di ribaltare il gap anagrafico con l’avversario: «Tra me e il signor Renzi c’è una grande differenza: lui ha 40 anni meno di me, ma io ho 40 anni di esperienza in più».
Sui bei tempi andati, l’ex Cavaliere dà il meglio di sé: «Io avevo addomesticato Gheddafi. Glielo avevo anche detto: sei una bestia, ti devo addomesticare. E lui aveva acconsentito. Mi ha regalato anche tre cammelli, li devo ancora ritirare dallo zoo di Tripoli». I libici con Gheddafi «avevano tutto gratis. Solo una cosa gli mancava: le televisioni». Sull’amico «fraterno» Putin: «Nessuno governava la Russia in una maniera più liberale di lui. Putin è il leader numero uno nel panorama mondiale ».
Tutta l’intervista di Porro è venata d’amarcord. Berlusconi rievoca gli incontri con «Giorgio» Bush, la guerra in Libia le presunte pressioni di Napolitano: «Ho avuto tre capi dello Stato ostili. Uno di questi decise di intervenire in Libia con la Francia. Io non mi potei opporre, nella notte volevo dimettermi ma la mattina dopo mi implorarono di non farlo e così feci, forse ho sbagliato». Quando il conduttore gli ricorda che anche il Pdl votò l’Imu, l’ex premier con disinvoltura si divincola: «Io non c’ero, ero nel Congo Sud ( sic) per costruire un ospedale». Sul patto del Nazareno, c’è un mezzo ripensamento: «Non so se mi risiederei a un tavolo con Renzi, lui guarda soprattutto al suo interesse».
Dopo un’ora e mezza con il leader forzista, arriva il turno di Matteo Renzi. Che subito si toglie i guanti. Berlusconi? «È un biglietto scaduto». Il bersaglio grosso sembrano essere però le mille sigle sindacali: «È inaccettabile che invece di preoccuparsi di difendere gli interessi dei lavoratori giochino a battaglia navale contro le altre sigle». Per questo «la legge sulla rappresentanza sindacale va fatta», aggiunge evidenziando come «il sindacato unitario c’è in Germania e funziona. Cgil, Cisl e Uil decidano che cosa fare, ma noi abbiamo ridotto il numero dei politici con il superamento delle province e la riforma costituzionale, è normale che in Italia il numero dei sindacalisti sia il più alto del mondo?».
Nicola Porro gli chiede perché sia andato a Melfi con Marchionne disertando l’assemblea di Confindustria. Nessuno sgarbo personale al presidente degli industriali Squinzi, «gli ho mandato un messaggio di affetto e stima ma alla fine deve venire fuori la mia indole: non sono portato per certe assemblee, c’è bisogno di fare le cose e non assemblee e iniziative».
Da La Repubblica del 29/05/2015.

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