venerdì 22 maggio 2015

Renzi celebra il “trionfo” Poi l’autodifesa di Alfano

Renzi celebra il “trionfo” Poi l’autodifesa di Alfano (Wanda Marra)

NatangeloIL PREMIER: “È DA PSICANALISI CHI CRITICA L’ARRESTO, NOI SIAMO ORGOGLIOSI”. FINO AL DIETROFRONT DEL MINISTRO: “ABBIAMO AGITO SU MANDATO INTERPOL”.

Chi dice ‘era meglio se non lo arrestavamo vorrei stenderlo sul lettino e fargli raccontare che cosa ha fatto da piccolo”. Vicenza, comizio di campagna elettorale con Alessandra Moretti, candidata alla presidenza del Veneto. Di fronte ai dubbi, alle contraddizioni, ai punti oscuri della vicenda di Abdelmajid Touil, il marocchino arrestato due giorni fa a Milano su mandato di cattura tunisino per l’attentato al museo del Bardo, Matteo Renzi tira in ballo la psicanalisi. Tono narrativo , tra l’enfatico e l’incredulo: “Può darsi non sia colpevole, io sono per la presunzione di innocenza. Ci dicono i magistrati: ‘questo è un potenziale responsabile’.
Noi andiamo, lo prendiamo. Io capisco ci si possa lamentare, ma non si può dire ‘era meglio se non lo fermavamo, almeno non sapevamo che era qui’”.   IN REALTÀ, tanto per restare alla psicanalisi, nessuno sta facendo l’elogio della rimozione. Ma più passa il tempo, più crescono i dubbi sulle accuse. Touil il giorno della strage al Bardo era a scuola, in Italia. Motivazione non dirimente per decretarne l’innocenza, dicono a Palazzo Chigi. Perché il fatto che non fosse fisicamente presente sul luogo della strage, non vuol dire che non sia stato lui a ideare l’attentato. E ancora: l’Italia ha solo eseguito un mandato internazionale. Quindi, si sottolinea “l’efficienza nell’individuazione e nell’esecuzione del mandato”. Ma si mettono le mani avanti: le indagini sono tunisine e per capire bene bisogna aspettare di vedere le carte.   E qui sta il punto. Perché se si passa dal trionfalismo all’autodifesa, il governo fa decisamente una figuraccia. “Grazie a Forze dell’Ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalità!”, aveva twittato un orgoglioso Renzi giovedì mattina. Salvo poi mandare a riferire alla Camera il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Che in effetti la faccia l’ha persa talmente tante volte negli ultimi mesi, che una di più non cambia molto. Dal caso Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, accusata di essere entrata illegalmente in Italia ed espulsa insieme alla figlia di 6 anni senza che il Viminale ne venisse informato, alle cariche della polizia al corteo degli operai Ast di ottobre. Una dichiarazione per tutte: “Le forze dell’ordine, d’intesa con la magistratura, hanno individuato l’assassino di Yara Gambirasio”, diceva in occasione dell’arresto di Massimo Bossetti, saltando a piè pari direttamente a una sentenza di colpevolezza. Alla faccia della presunzione di innocenza.  ALFANO, nel corso della giornata di ieri, ha cambiato più volte linea. Nell’informativa alla Camera ha sorvolato sul fatto che Touil il 18 marzo, giorno della strage del Bardo, fosse a scuola, in Italia. “Andranno chiarite circostanze sui movimenti di Touil dopo l’ingresso in Italia. Tra il 17 febbraio (giorno dell’arrivo a Porto Empedocle con un barcone) e il 19 maggio (giorno dell’operazione che ha portato all’arresto) non sono emerse sue presenze nel territorio nazionale”. Poi, fornisce dettagli e assicurazioni sulla dinamica. Perché se da una parte deve difendere le ragioni dell’arresto, dall’altra deve chiarire che non c’è un problema di sicurezza nazionale, nonostante il fatto che il giovane sia arrivato su un barcone. In serata toni e dichiarazioni del titolare del Viminale sono diversi. Già passa dalla rivendicazione allo scaricabarile: “L’Italia ha eseguito un mandato di arresto internazionale sulla base di indagini svolte in un altro Paese. È lì che va rivolta la domanda. Un mandato di arresto internazionale non è competenza italiana”.   Alti dirigenti dem fanno notare le informazioni attribuite ai servizi segreti tunisini, secondo i quali il 22enne marocchino avrebbe partecipato direttamente all’attentato al museo del Bardo. Insomma, “se l’Interpol ha autorizzato l’arresto ci sono degli elementi molto forti a carico del ragazzo”. Per cui, “l’Italia ha fatto benissimo quello che doveva fare”. Insomma, se anche avesse preso un granchio, l’avrebbe fatto su richiesta.
Da Il Fatto Quotidiano del 22/05/2015.

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