martedì 19 maggio 2015

RENZI ESONDA IN TV E VIOLA LA PAR CONDICIO

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RENZI ESONDA IN TV E VIOLA LA PAR CONDICIO (di Virginia Della Sala)

Nei tg, in campagna elettorale, lui e l’esecutivo da soli hanno più spazio di tutta l’opposizione insieme.
C’è un limite sottilissimo tra la comunicazione istituzionale e la campagna elettorale. E se il presidente del Consiglio Matteo Renzi è ospite all’Arena di Massimo Giletti, su Rai 1, per un’intervista di 35 minuti a due settimane dalle elezioni regionali, a segnare questo confine è il contenuto del suo discorso. “E Renzi, durante l’intervista, si è comportato soprattutto da segretario del Pd – dice al Fatto Mirella Liuzzi, deputata del M5S e membro della Commissione di vigilanza Rai – Ha annunciato il decreto sulle pensioni prima che fosse approvato dal consiglio dei ministri. È stata un’operazione politica, non istituzionale”.
Per la par condicio, in periodo di campagna elettorale, il governo dovrebbe ridurre al minimo la presenza in tv o, comunque, limitarla alle comunicazioni istituzionali. Domenica, invece, Giletti ha spaziato e ha fatto spaziare il premier: lo ha fatto parlare di elezioni regionali (precisando “qui però parliamo del Pd, lo dobbiamo dire e sia veloce, perché ci prendono i tempi”), ha chiesto se fosse intenzionato a “vincere tutte e sette le regioni o si accontenta di sei a uno”, poi si è spostato: “In Liguria Civati ha candidato una persona sua… insomma è difficile”.
“È stato un intervento fuori luogo – continua la Liuzzi – e la Rai già qualche settimana fa era stata richiamata dall’Agcom, l’Autorità garante per le comunicazioni, per l’eccessiva presenza del premier in tv in questo periodo. Tanto più che il programma di Giletti dipende dalla redazione del Tg1. Quindi è un programma di informazione”. Tradotto: L’Arena, per la par condicio, dovrebbe garantire una pari presenza di tutti i soggetti politici con un trattamento simile. Difficile, visto che le elezioni sono tra due settimane e a Massimo Giletti resta solo una puntata per dare ospitalità agli avversari del Pd.
Neanche Forza Italia è stata felice del presenzialismo renziano. Renato Brunetta ha annunciato un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai e un esposto all’Agcom, sostenuto dal vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, e dal capogruppo in Senato, Paolo Romani. Non di solo Renzi, infatti, vive la tv. Durante il programma In mezz’oradi Lucia Annunziata, su Raitre, l’europarlamentare Raffaele Fitto ha annunciato la sua intenzione di uscire da Forza Italia, approfittando della tv di Stato – accusano Gasparri e Romano – per parlare male di Silvio Berlusconi e utilizzando “impropriamente” il logo del partito. Sull’argomento, il presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, annuncia che anche il Movimento 5 Stelle si rivolgerà all’Agcom cointro il presenzialismo del presidente del Consiglio. L’ennesimo, peraltro, seguito anche da un’interrogazione parlamentare.
“Nel primo periodo di campagna elettorale – ha scritto Fico in un post una settimana fa – in tutte le edizioni dei tg Rai il solo presidente del Consiglio oscilla tra il 16% (Tg3) e il 23,1% (Tg1) e, sommando il suo spazio a quello del governo, si arriva a un tempo di parola superiore a quello complessivamente attribuito ai tre principali partiti parlamentari”. La stessa sovraesposizione si registra anche a Mediaset, dove il tempo complessivamente fruito dal governo sarebbe superiore al 35%. Storia simile su La7 e Sky: “Tutte amplificano la voce dell’esecutivo. I dati fanno chiaramente intendere che gli interventi in voce non siano strettamente collegati alle funzioni istituzionali. L’Agcom – conclude Fico – deve intervenire con urgenza”. Difficile che l’Authority, finora silente, si faccia sentire in tempo per evitare lo show odierno di Matteo Renzi: un impaziente Bruno Vespa lo aspetta nello studio di Porta a Porta.

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