sabato 30 maggio 2015

Renzi il piacione e Porro Fred Astaire

da contro*corrente

Renzi il piacione e Porro Fred Astaire (Antonio Padellaro)

i piacioni
Nella galleria delle interviste impossibili ai leader (nel senso delle risposte senza le domande) entra di diritto l’intervista piaciona, genere che giovedì sera ha toccato l’apogeo a Virus (Raidue) con la performance del duo Nicola Porro-Matteo Renzi. Ora, come è naturale, i piacioni si piacciono immensamente e da questo punto di vista Porro non si è fatto mancare nulla specchiandosi continuamente nella telecamera, carezzandosi la chioma dai riflessi tipo tramonto sul Bosforo, saltellando per lo studio in perenne agitazione psicomotoria: insomma, un misirizzi felice come una Pasqua di essere Porro. Tanto che perfino l’autopiacione Renzi, comunque gradevolmente sorpreso da una conduzione così peripatetica e avvolgente, ogni tanto arretrava sulla poltrona temendo di essere investito dalla foga di quel Fred Astaire del servizio pubblico, capacissimo di improvvisargli un tip tap tra le caviglie.
Quando Porro ha gettato nella mischia il suo cavallo di battaglia la gente non ne può più del sindacato che rompe le balle, il duo, finalmente, ha cominciato a carburare. I testi, è vero, vanno un po’ rivisti (mosce le battute su Firenze e la fiorentinità) ma con il ripasso dei classici (per esempio, Walter Chiari e Carlo Campanini del Vieni avanti cretino) si può migliorare. Inutile dire che sui contenuti il versatile Porro è passato da Tersicore a Bollettieri, alzando pallonetti in serie che Renzi poteva agevolmente schiacciare. Alla fine, la coppia è apparsa visibilmente soddisfatta e se si fossero dati il cinque non ci sarebbe stato nulla da dire.
da il Fatto Quotidiano del 30/05/2015

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