martedì 5 maggio 2015

Renzi non crea nulla (ma lo vende bene)

Renzi non crea nulla (ma lo vende bene) (Antonio Padellaro)

Con tutti i ritardi, con tutti i difetti e con tutte le magagne, l’Expo di Milano suscita grande interesse, folle di visitatori e perfino un ritrovato orgoglio nazionale. Ma che Matteo Renzi,voce tonante e petto in fuori, se ne intesti il successo politico fa sorridere visto che a volere l’Esposizione fu il governo Prodi (che infatti ha evitato di citare) insieme all’allora sindaco Letizia Moratti. Semmai, merito del premier è di raccogliere ciò che gli altri seminano (anche se non gli è andata bene con i 13 miliardi da restituire ai pensionati dopo la sentenza della Consulta). Più in generale, si potrebbe dire che Renzi non crea nulla, ma lo vende bene perché alla conclamata capacità di spacciare per riforme ciò che è solo fumo (per esempio quel Jobs Act che non ha prodotto un solo posto di lavoro) unisce una certa vena melodrammatica e manca solo che esploda in un “Vinceròòòò”, come Pavarotti nella Turandot (non a caso opera ufficiale dell’Expo).
Domenica, a Bologna, davanti alla contestazione degli insegnanti ha strillato: “Non mi faccio spaventare da tre fischi, noi teniamo botta, noi dobbiamo cambiare l’Italia”. E a proposito dell’Italicum, si è paragonato al mitico maratoneta Dorando Pietri dicendo che naturalmente farà molto meglio: “Non ci fermiamo a 100 metri dal traguardo”. Il fatto è che nelle sue spacconate, Renzi si sceglie sempre l’avversario più comodo: il mondo della scuola devastato dalla crisi o la sinistra pd devastata da se stessa. Gli piace vincere facile, anche perché a rimetterci sono sempre gli altri.
Da Il Fatto Quotidiano del 05/05/2015.

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