mercoledì 13 maggio 2015

RENZI: “NON VOTATE I NOSTRI ALLEATI”

RENZI: “NON VOTATE I NOSTRI ALLEATI” (Luca De Carolis)

Saviano

INQUISITI, RICICLATI E IMPROPONIBILI A SOSTEGNO DEI CANDIDATI DEM. IL SEGRETARIO BATTE UN COLPO (TROPPO TARDI).

3 MAGGIO 2015   DE MITA E L’ORDA DEGLI IMPRESENTABILI   È l’apertura del Fatto Quotidiano che denuncia: non solo Campania, nel Pd dalla Liguria alla Puglia è il festival di riciclati, indagati e improponibili.   8 MAGGIO   ”GOMORRA NEL PD”  Roberto Saviano all’Huffington Post: ”Nel Pd e nelle liste c’è tutto il sistema di Gomorra, indipendentemente se ci sono o meno le volontà dei boss. (…) Le liste di De Luca ricalcano le solite vecchie logiche di clientele: (…) le liste si fanno su chi è in grado di portare pacchetti di voti”.  
12 MAGGIO   ”NOMI IMBARAZZANTI”   Il premier Matteo Renzi esce allo scoperto su Repubblica Tv: “De Luca è un buon amministratore, non è impresentabile. Alcuni candidati mi imbarazzano, ma le liste del Pd sono pulite. Alcune liste che sostengono De Luca hanno candidati che non voterei nemmeno costretto, ma il Pd ha candidato i seri e puliti”.   11 MAGGIO   ”NON VOTIAMOLI”   Dopo giorni di silenzio dei vertici Pd, il vicesegretario Lorenzo Guerini ammette al Mattino di Napoli: “Nonostante l’impegno del Pd alcune liste alleate possono destare qualche interrogativo che un lavoro più attento avrebbe potuto evitare. Per questo mi rifaccio alle parole chiare di De Luca di non votare certi nomi”.
CAMPANIA
Camerati e cosentiniani, tutti con il condannato De Luca
Vincenzo DE LUCA   A gennaio il sindaco di Salerno è stato condannato per abuso d’ufficio. Sospeso dalla carica in base alla legge Severino, sospensione poi annullata dal Tar. Ma nel frattempo De Luca è decaduto da sindaco per la questione di incompatibilità di incarichi tra sindaco e viceministro.
Vincenzo DE LEO   Segretario del Fronte nazionale a Casal di Principe (Caserta), il “nero” De Leo è salito sul carro della civica “Campania in rete”. Per la soddisfazione di Adriano Tilgher, il segretario del movimento di estrema destra, che al Corsera ha parlato di “bella contaminazione”.
Tommaso BARBATO   Candidato per “Campania Libera”, l’ex senatore mastelliano è ricordato per i tafferugli in aula durante la sfiducia a Romano Prodi, nel 2008, e in particolare per lo sputo in pieno volto al collega dell’Udeur Nuccio Cusumano, “reo” di aver annunciato il voto pro Prodi.
Antonio AMENTE   È forse il caso più paradossale. Ex fedelissimo di Nicola Cosentino, Amente è capogruppo del Pdl a Me-lito di Napoli, dove il sindaco è Venanzio Carpentieri, segretario provinciale del Pd. Ma questo non gli ha impedito di schierarsi a sostegno di De Luca, con “Campania in rete”.
Rosa CRISCUOLO   Candidata dal Centro Democratico, cenò con l’ex ministro Claudio Scajola la sera precedente il suo arresto. Militante radicale, in passato organizzò iniziative di protesta contro la carcerazione preventiva inflitta al forzista Nicola Cosentino.
Carlo AVETA   Consigliere regionale uscente per la Destra di Francesco Storace, è un altro camerata che ha scoperto il fascino del compagno De Luca. Frequentatore assiduo di Predappio, si è candidato con “Campania in rete”. Tra le tante, ha detto: “I gay mi fanno schifo”.
LIGURIA
Da Scajola all’indagata Paita Mezza FI ha già traslocato
Raffaella PAITA   Assessore regionale alla Protezione civile, vicinissima al governatore uscente Claudio Burlando (il suo grande sponsor), è indagata per omissione di atti d’ufficio, concorso in disastro colposo e omicidio colposo in relazione all’alluvione di Genova nel 2014.
Armando CAPURRO   Consigliere regionale uscente, capogruppo della lista civica “Noi con Burlando”, è indagato per le presunte spese pazze in Regione. Dopo una lunga trattativa, ha ottenuto l’alleanza con la Paita per il suo movimento “Liguria Cambia”, di cui è capolista a Genova.
Massimo DONZELLA   Vicepresidente del Consiglio regionale, ex Udc poi transitato nei Democratici, anche Donzella è indagato per le presunte spese pazze. Ma nonostante polemiche e proteste è stato ugualmente candidato nelle liste del Pd, a Imperia.
Matteo ROSSI   Assessore regionale uscente allo Sport, ex Sel, anche il 42enne genovese Rossi ha ricevuto un avviso di garanzia per le spese fuori controllo in Regione. Si ripresenta con la lista civica di sinistra “Liguri con Paita presidente”.
Luca LANTERI   Ex vicesindaco di Imperia per il Pdl, è stato uno dei più stretti sodali di Scajola. Nel 2013 la conversione al renzismo, che l’ha spinto a diventare uno dei referenti dell’associazione “Big bang Liguria riformista”. Ora porterà i suoi voti tramite “Liguria cambia”.
Pierluigi VINAI   Non è candidato, ma pesa comunque parecchio. Ex vicepresidente vicario della fondazione Carige, Vinai era l’uomo di Scajola a Genova, in ottimi rapporti con il cardinale Angelo Bagnasco. Padre della fondazione Open Liguria, è un grande sostenitore della Paita.


PUGLIA
Capibastone e tanta destra, Emiliano non rottama più
Donato PENTASSUGLIA   Assessore regionale uscente alla Sanità per il Pd, è indagato per favoreggiamento personale nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva di Taranto. Per Pentassuglia, all’epoca dei fatti presidente della commissione Ambiente, la Procura tarantina ha chiesto il rinvio a giudizio.
Euprepio CURTO   Ex Msi, poi in Alleanza Nazionale, Curto è infine approdato all’Udc, che ora sostiene Emiliano. “Bisogna tenere conto delle specificità regionali” dice. Nel 2003 Repubblica gli contestò di aver fatto assumere due nipoti nel municipio del suo paese, Francavilla Fontana (Brindisi).
Saverio TAMMACCO   Già capogruppo di Forza Italia a Molfetta, signore delle preferenze, è tra i 50 “campioni” dei Popolari che sostengono il candidato dem. “Sto con Emiliano per la sua linea di rinnovamento” sostiene. Ma mezzo Pd e il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio (Sel) si sono infuriati.
Francesco SPINA   Presidente della Provincia Bat (Barletta, Andria e Trani) per il centrodestra, a metà aprile ha annunciato il sostegno a Emiliano, minacciando le dimissioni. È rimasto al suo posto, e ora coordina le liste civiche locali che appoggiano l’ex pm.
Alfredo SPALLUTO   Ex assessore ai lavori pubblici al comune di Taranto, ora candidato con la civica “Emiliano sindaco di Puglia” è indagato dal luglio 2013 in un’inchiesta della Procura di Taranto sui lavori di ristrutturazione di alcuni edifici pubblici nella città vecchia.
Paolo MONGIELLO   Ex capogruppo del Pd nella Provincia di Foggia, finito al centro di una guerra interna al centrodestra, a novembre ha lasciato Forza Italia per fondare Casa Emiliano e sostenerlo così nelle primarie del centrosinistra. “Incarna l’unica speranza per Foggia” assicura Mongiello.
LE ALTRE REGIONI AL VOTO
Rossi e quell’avviso di garanzia L’ex leghista che detesta i gay
Enrico ROSSI   Il governatore uscente della Toscana è indagato per falso ideologico nell’inchiesta sul buco di bilancio da 300 milioni nell’Asl 1 di Massa Carrara. Secondo la Procura locale, l’esponente dem sarebbe stato al corrente della voragine nei conti.
Santino BOZZA   Ex leghista, venne espulso dal Carroccio veneto nel 2013 per aver contestato la linea dell’allora segretario regionale Flavio Tosi. Ora sostiene la candidata dem Alessandra Moretti con “Uniti per il Veneto autonomo”. Nel 2012 a La Zanzara dichiarò: “I gay sono malati, diversi, sbullonati”.
F. ZACCARIOTTO   Francesca Zaccariotto, ultima presidente della Provincia di Venezia per la Lega Nord, ha strappato con il suo partito: “Non voterò per il governatore Luca Zaia, è ora di cambiare: meglio una donna”. Ovvero Alessandra Moretti, “una bella opportunità”.

Da Il Fatto Quotidiano del 13/05/2015.

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