lunedì 11 maggio 2015

Report del 10/05/2015 – i debiti dell’Unità e la tv albanese Agon Channel – La puntata.

Report del 10/05/2015 – i debiti dell’Unità e la tv albanese Agon Channel – La puntata.

Due inchieste nel mondo dell’informazione: i debiti dell’Unità e il nuovo canale italiano della tv albanese, Agon Channel.
Chi ha pagato i debiti del giornale e chi sta pagando le cause civili?
Chi è l’imprenditore dietro Agon Channel, da dove arrivano i suoi soldi?
La storia del cane che ha ereditato i soldi dalla contessa tedesca è una balla: veri sono i 133 ml che Mian incassa vendendo la sua azienda ad una multinazionale tedesca e compra quote de l’Unità.
Due anni dopo l’Unità porta i libri in Tribunale: si presenta oggi un nuovo editore, Veneziani, che però ha sempre gestito quotidiani di gossip.
L’idea è di avere un giornale a 360 gradi con un linguaggio popolare” – dice Veneziani.
I soldi arrivano da una fideiussione: ma la sua holding ha 35 ml di debiti, a luglio i lavoratori di Rotoalba sono andati in sciopero. Alcuni di questi, dopo lo sciopero, sono stati licenziati.
Veneziani parla di trattative lunghe, di tavoli che non si chiudevano, “ho deciso di licenziare cinque persone: dopo questo si è arrivato ad un accordo, è stato un modo per forzare la mano”.
Ma tre mesi dopo il reintegro, Veneziani porta i libri in tribunale …
Renzi: troverete di nuovo in edicola l’Unità, trasformeremo il giornale come un luogo di dibattito.
Nella nuova società editoriale c’è dentro Veneziani e il PD: ma nella vecchia gestione ci sono fatti da chiarire. I debiti, le cause civili che hanno colpito i giornalisti.
Le cause perse di Emanuele Bellano (il link per rivedere la puntata e il pdfcon la trascrizione del servizio): alla giornalista Natalia Lombardo è arrivata una lettera di pignoramento, come risarcimento per un articolo.
I giornalisti sostengono che non sono stati aggiornati sulle cause: lo ripete anche l’ex direttore De Gregorio.
Dopo che sono uscita dal giornale non sono stata avvisata”: doveva informarla lo studio Macciotta, su incarico dell’ex proprietario Soru.
Soru lascia l’Unità nel 2012, Macciotta continua a lavorare con l’Unità: lo studio chiarisce di aver avvisato la segreteria di redazione, per informare i giornalisti.
Chi ha ragione?
Una giornalista è stata condannata, ma il giudice scrive che non è stato possibile controllare la fonte: lo studio non lo ha chiesto al giornalista?
La vecchia società si chiama Nie: lo studio legale vanta crediti verso Nie. Forse per questo gli avvocati non hanno trattato correttamente le cause?
Se i giornalisti avessero portato le cause, potevano vincere le cause. Nel momento De Gregorio ha subito un pignoramento.
Nie, la società, non esiste più: i creditori chiedono i soldi all’ex direttore anche per la società.
Poi, eventualmente, potrà rivalersi nei confronti della Nie .. ma non sarà un creditore privilegiato.
Pazienza.
L’Unità ha ricevuto 150 ml di soldi pubblici, dalla nascita: i giornalisti si sono rivolti al PD, ma Orfini (pres. PD) ha spiegato a Bellano che il PD non amministrava il giornale.
Dovete parlare al tesoriere: Bonifazi risponde che il PD non aveva influenza sul giornale, era solo allo 0,01%.
Fago, il vecchio proprietario, racconta una storia diversa: il PD ha sempre imposto le sue scelte, una volta perché c’erano le primarie, poi le elezioni.
Report ha scovato un accordo informale dove c’è, nero su bianco, che il PD aveva voce su investimenti, scelte, nomine nel consiglio di amministrazione. Il patto parasociale chi lo ha fatto?
L’allora tesoriere, Misiani, che ci ha messo la firma: cosa ci dice ora?
Abbiamo tentato di risolvere il legame politico tra partito e giornale” – risponde l’ex tesoriere, che tira in ballo la clausola di riservatezza.
Parliamo poi dei debiti accumulati: i conti non sono rimasti in ordine, nonostante i 60 ml di euro dal 2001. Metà del debito è nato dalla gestione dell’ex AD Meli: debiti verso le banche, lo stato, i dipendenti e i fornitori.
Meli riceveva 180 mila euro all’anno come amministratore: c’erano altri stipendi più alti del mio, ribatte, come quello del direttore.
Aveva diritto anche ad un auto di servizio, un appartamento vicino piazza Navona .. E poi c’erano giornalisti a 35 euro al pezzo, che nemmeno li hanno presi quei soldi.
IL PD è l’editore nascosto, o forse i DS: dovrebbero loro coprire i debiti del giornale, altrimenti i giornalisti della nuova Unità potrebbero aver voglia di fare oroscopi e non articoli.
La storia del famoso cane Gunther.
Gunther ha salvato l’Unità, come racconta la leggenda?
Il padrone, Mian, incassa 135 ml da una farmaceutica americana e con quei soldi crea una fondazione alle Bahamas e la intesta al cane Gunther. Con quei soldi compra azioni de l’Unità.
Nel 2012 mentre il giornale era in crisi, Bersani chiama Mian a Miami: mette 7 ml di euro ma spiega al giornalista di Report che il suo obiettivo era entrare nel mondo della comunicazione.
Voleva costruire un modello sperimentale di felicità, di famiglia, con sessualità promiscua e pianificata .. tutto questo doveva passare in televisione.
Un progetto mediatico, che tramite Meli, Mian ha portato ai vertici del partito, al nazareno, come Orfini, in cui erano indicate trasmissioni tv e articoli.
La fondazione di Gunther ha fatto un prestito da 4 ml, garantito dal partito.
Ora, nella nuova società editrice creata da Renzi, compare ancora il nome di Mian:“ci hanno preso come i polli da spennare”, commenta il medico.
Che ci ha messo dentro 9 ml di euro, mentre Fago ci aveva messo solo 6 ml di euro.
I debito de l’Unità chi li ha pagati?
Nel 1994 l’Unità spa va in liquidazione, ci sono dei debiti lasciati con varie banche, per 125 ml.
Li dovrebbero pagare i PDS, magari vendendo gli immobili: ma entra in scenaSposetti, l’ex tesoriere.
Nel 2000 i DS ristrutturano i debiti, ma nel 2007 gli immobili vengono blindati in fondazioni.
Restano 100 ml di debiti che pagheremo noi: “il debitore è morto”, si difende oggi Sposetti.
Così, nell’aprile 2014, il Tribunale di Roma impone alla presidenza del Consiglio di pagare i debiti.
La presidenza del Consiglio si oppone e chiede al tribunale di controllare se le banche possono aggredire i beni immobili dei Ds, per il debito.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
E infatti vengono a cercare noi. Il trucco è in una norma fatta dal Governo Prodi nel ‘98, che oggi non esiste più, è stata abolita che all’art. 4, sostanzialmente, sancisce che se un partito, non è in gradi di pagare i debiti dell’editore, e non ci sono altri beni aggredibili, le banche creditrici possono battere cassa alla presidenza del consiglio. Cosa che hanno fatto, e il tribunale infatti ha sentenziato che ci sono 120 giorni di
tempo per pagare. Naturalmente, la presidenza del consiglio ha fatto opposizione, ma intanto bisogna scucire 95 milioni di euro. Ecco, l’ex tesoriere Sposetti, che oggi è senatore della repubblica per il PD, che da DS era stato così insuperabilmente bravo da costruire l’inaggredibilità degli immobili del partito, quella inaggredibilità la smonti, vendetene un po’ e pagatevi i vostri debiti, invece di scaricarli addosso a noi,
sicuramente contribuirebbe, avrebbe anche un’altra ricaduta, contribuirebbe al rilancio e all’orgoglio di quel giornale che sicuramente ha tanto amato.
Tutto regolare, tutto a norma di legge. Ad partitum. Una scelta politica dei DS, come emerge da un documento interno del 2002 in cui si legge “Il partito deve effettuare un intervento politico sul debito de l’Unità, al fine di trasferire questo debito allo Stato ”.
Sposetti è stato bravo, come senatore DS. Ma ha tutelato gli interessi del partito o anche di tutto il paese?
La storia di Agon Channel: Un Italiano a Tirana – Luca Chianca (il link per rivedere la puntata e il pdf).
sul canale 33 esiste un nuovo canale, dell’imprenditore Becchetti, una televisione albanese, che ha fatto campagna acquisti nel mondo del giornalismo e della TV italiana.
Ci sono i giochi, i reality, un talent, girato in Inghilterra ma registrato in Albania dove costa meno produrre grazie agli sgravi fiscali del governo.
Abbiamo delocalizzato anche la TV…
Oggi sono gli italiani che arrivano in Albania: fuori Tirana sono aperti tanti cantieri. Ad attirare le imprese è la tassazione al 15% e il costo basso degli stipendi.
Il primo ministro albanese Edi Rama si è fatto un selfie assieme a Renzi, e ha poi invitato gli imprenditori italiani a venire qui: non ci sono sindacati, gli stipendi sono bassi ..
In Albania ci sono tante televisioni, tanti giornali, ora in deficit, perché usati come schermi per per difendere investimenti che non hanno nulla a che fare con l’editoria (lo spiega l’editore del canale A1 Report).
Tra questi canali c’è anche Agon Channel: il proprietario Francesco Becchetti ha investito in questo progetto 40ml di euro, senza debito con le banche. Da dove vengono i soldi, per far arrivare a Tirana gente come Caprarica, Ventura, Ferilli.
Il business di Becchetti comincia dal mondo energetico: suo zio è Manlio Cerroni, che ha gestito la discarica di Malagrotta, oggi sotto processo.
Arrivato in Albania, punta sull’idroelettrico, con una centrale a Kalivac: ma ora il cantiere è fermo, dal 2011, dicono le carte: per colpa di Becchetti o del governo?
Becchetti spiega che non ha dato i soldi ai dipendenti perché i lavori non sono finiti.
Tra gli investitori anche Enel power, che poi si sfila.
Arriva un altro partner, Deutsche Bank, anche lei però va via.
Come mai?
Alla fine DB decide di transare per 159ml, con un accordo confidenziale: una fonte confidenziale spiega come l’investimento non fosse redditizio e così ha preferito togliersi di mezzo.
Becchetti ha cercato di aprire un business coi rifiuti in Albania: affare saltato col nuovo governo, che ha bloccato i rifiuti dall’estero.
Becchetti avrebbe allora portato in causa il governo, sia per la centrale, che per i rifiuti.
Si tratta di pretese senza fondamento, risponde il presidente albanese: vedremo se riusciranno a portare a casa i soldi chiesti, con questi arbitrati internazionali.
Bellano ha incontrato l’ex viceministro Urso, dentro la fondazione Fare futuro: è un facilitatore dei rapporti tra le aziende italiane e paesi esteri.
Il figlio di Urso lavora ad Agon Channel e Urso stesso lavora col padre , come consulente.
In una società che dovrebbe occuparsi di energia, la Pyroltech, troviamo Becchetti, la madre e Mancino, arrestato nell’inchiesta mafia capitale.
Ma ora il suo business è la televisione: di questo ne hanno parlato gli ex giornalisti di Agon Alessio Vinci e Antonio Caprarica.
Vinci ha raccontato dei costi inferiori della produzione, degli investimenti per le persone che non arrivano (ma erano stati promessi).
Caprarica se ne è andato, il suo posto è stato preso da Padovan (ex Tuttosport):“in Albania ho trovato la libertà, in Italia c’è una editoria legata”.
La TV di Becchetti punta su reality e giochi, con Pupo.
Caprarica ha raccontato dello scontro con l’editore, perché tre suoi giornalisti sono stati spostati nel talent (“io lavoro 20 ore al giorno e non sto male”).
Becchetti rinfaccia a Caprarica i suoi benefit: le ciabattine, l’ipad…
E le sale di montaggio dentro i container? Sono provvisorie, spiegano.
Becchetti ha comprato il canale dal consorzio (fallito) controllato da Ilaria Sbressa (quella delle pillole): i bassi conti della produzione permettono di fare TV e rimanere sostenibile. Come spiega lo stesso Becchetti “qualcosa costa meno, ma rende felice” .
Vedremo se l’audience premierà i programmi.
Da unoenessuno.blogspot.it

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