giovedì 21 maggio 2015

Scommesse, nelle carte dei pm anche la Salernitana di Lotito spuntano i pizzini con le quote

Scommesse, nelle carte dei pm anche la Salernitana di Lotito spuntano i pizzini con le quote (GIULIANO FOSCHINI)

sotto accusaSi allarga l’inchiesta, sospetti sul club appena promosso in B L’appunto: “Se ci beccano ci arrestano”. Campionati a rischio caos.

SALERNITANA-Barletta 3-1. Over con gol di entrambe le squadre. E poi quella parola: «positivo» accanto alla maggior parte dei verbali di perquisizione effettuate ieri in tutta Italia dalla squadra mobile di Catanzaro e dagli agenti del Servizio centrale operativo di Roma, guidati da Renato Cortese. I poliziotti hanno trovato a casa degli arrestati appunti, giocate, cifre, in un caso anche una sorta di libro mastro delle scommesse, e poi pizzini di questo tenore: «Se ci beccano ci arrestano». L’inchiesta della Procura di Catanzaro sul calcioscommesse non è finita. Al contrario, è soltanto al principio.
Lo è perché sulla scrivania del sostituto procuratore Elio Romano c’è quanto è successo dal 19 aprile in poi, già ricostruito dalla polizia in alcune informative grazie alle intercettazioni telefoniche. Qui ci sarebbero una dozzina di nuovi nomi e almeno cinque nuove partite sotto indagine di Lega Pro, tra cui appunto Salernitana-Barletta, giocata il 25 aprile.
La squadra campana del presidente Claudio Lotito festeggiò la promozione in serie B davanti al pubblico di casa, con un Barletta già salvo e le cui tifoserie sono gemellate. I padroni di casa vinsero per 3-1 ma si teme che qualcuno sapesse. Il sospetto arriva da alcune intercettazioni telefoniche e riguarderebbero però la squadra pugliese e non quella campana che probabilmente non sapeva della combine. Tutto il resto, invece, per il momento sono chiacchiere, come quel giudizio di uno degli arrestati, il dirigente del Brindisi Antonio Daleno, convinto che la «Salernitana faccia insalate… «, dopo una partita persa dai campani. Informazioni più dettagliate potrebbero arrivare dall’analisi del materiale sequestrato ieri: ci sono documenti, computer, smartphone, tablet, centinaia di conversazioni sia su Facebook sia su WhatsApp piene di scommesse e imbeccate prima dell’inizio della partita. Comprese due partite di altre big di Lega Pro, l’Ascoli e il Benevento, sconfitte ai play off e che si dicono però oggi estranee a ogni combine. Lo sostiene anche il presidente della Salernitana, Lotito, «ma non scherziamo — dice — Si diffondono cose senza un reato contestato», che sa perfettamente però che a rischiare non è la sua squadra ma la credibilità dell’intero sistema.
L’inchiesta di Catanzaro, così come era già successo quattro anni fa con Cremona, ha dimostrato che il calcio non ha anticorpi: non è un caso che alcuni delle persone coinvolte nello scandalo del 2011 (Vito Morisco) sia tra gli arrestati di oggi, e che addirittura sia tornato in uno stadio l’arbitro Massimo De Santis, uno dei simboli di Calciopoli. Ed è sul ventre molle delle complicità che vogliono fare chiarezza anche gli investigatori, per esempio per chiarire chi e se esista il giudice della presunta Commissionè della Figc di cui parla Mauro Ulizio, il dg di fatto della Pro Patria, dopo la squalifica del figlio calciatore: «Non lo uso mai questo qua — dice Ulizio — fa parte della commissione della Figc che lavora anche a livello di Champions League e serie A». Oppure avere qualche approfondimento sui rapporti tra De Santis, consulente de L’Aquila, e il designatore di Lega Pro, l’ex arbitro internazionale Roberto Rosetti, visto che i due — a credere a De Santis — si sentivano con frequenza.
Certo aspetta un gran lavoro alla Procura federale della Federcalcio se non vuole lasciare, come accaduto negli anni passati, tutto in un nulla di fatto. Il numero uno degli 007 della Figc ha preso carte e informazioni e partirà nei prossimi giorni. Ma si pone un serio problema sulla regolarità dei campionati: lo ha sollevato, per esempio, il presidente del Lumezzane, la cui squadra si troverà ad affrontare la Pro Patria, una delle squadre più coinvolte nell’indagine, nei play out: «Come posso giocarmi una stagione — dice Renzo Cavagna — con una squadra che ha venduto e comprato partite?». È l’altra faccia di questo nuovo pallone.
Da La Repubblica del 21/05/2015.

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