martedì 5 maggio 2015

Scuola, tutti in piazza contro la riforma

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SCUOLA

Scuola, tutti in piazza contro la riforma

Partiti i cortei in molte città, migliaia partecipano contro la riforma della “Buona scuola” in discussione alla Camera. Nel mirino Matteo Renzi e la sua idea di istruzione e cambiamento

DI MICHELE SASSO
Scuola, in piazza contro la riforma

''Renzi: bocciato». «Il futuro della scuola è nelle nostre mani». «Renzi stai sereno della tua Buona scuola ne facciamo a meno». «Riforma sì ma non così». «La Buona scuola ci ha tolto la parola». E poi Matteo Renzi con le orecchie d’asino e la scritta «bocciato» su entrambe.
Sono alcuni degli slogan e cartelli scanditi oggi nello sciopero generale contro la riforma voluta dal premier.
La scuola si ferma contro la riforma. Tutte le sigle sindacali, nessuna esclusa, hanno proclamato sciopero

Il giorno della mobilitazione di studenti e insegnanti uniti nella protesta  è arrivato. In 750 mila docenti e migliaia di studenti hanno aderito alla manifestazioni con aule chiuse e lezioni rinviate.

A scendere in piazza non ci sono solo gli insegnanti e i lavoratori della scuola ma anche gli studenti medi e gli universitari che si sono dati appuntamento in diverse città tra flashmob, assemblee, incontri, sit-in e mille iniziative in rete.

Le ragioni sono note: il diritto costituzionale della libertà di insegnamento violata e la chiamata diretta degli insegnanti. Ma soprattutto il rischio di non partire a settembre con le assunzioni.

Per scongiurare questo pericolo cinque sindacati si sono uniti alle associazioni studentesche (già da tempo in marcia contro il decreto legge in discussione alla Camera) e ora si rivolgono direttamente ai loro docenti invitando ad aderire allo sciopero.
Le immagini da Piazza della Repubblica dove è partito il corteo in occasione dello sciopero della scuola contro il ddl 'La buona Scuola'video di Fabio Butera

Da mesi il sistema scolastico è in fermento dopo gli annunci e le prime bozze della scuola di domani.

A Milano gli insegnanti di alcuni istituti hanno inviato una lettera ai genitori per spiegare il perché della protesta.

«I finanziamenti dipenderanno dagli sponsor, dalle donazioni e dai contributi volontari dei genitori - scrivono i docenti della Casa del Sole, ospitati nel Parco Trotter tra Viale Monza e via Padova - così una scuola di via della Spiga avrà un tesoretto ricco, mentre un istituti di periferia si dovrà accontentare dei soldi che arrivano dalla vendita delle torte fatte dalle mamme».
Come annunciato Agnese Landini, moglie del premier Matteo Renzi e insegnante, non ha aderito allo sciopero contro la riforma della scuola e si è regolarmente recata all'istituto superiore "Balducci" di Pontassieve per fare lezione. Ai giornalisti che le chiedevano maggiori informazioni sulla sua decisione, Agnese Landini ha preferito non rilasciare dichiarazioni. video di Andrea Lattanzi

Nella Capitale si concentra il dissenso maggiore contro due punti cardine del disegno di legge: l'assunzione dei precari, il potere dato ai dirigenti scolastici, cui si aggiunge il blocco dei contratti fermi al 2008.

Già ieri alcuni flash-mob autogestiti hanno occupato diverse piazze: da piazza Montecitorio a Largo Perestrello, al Pigneto, dove docenti, genitori e studenti si sono radunati per leggere gli articoli della Costituzione italiana (art. 3, 21, 33, 34 e 97), che verrebbero violati dal disegno di legge. Gran parte degli istituti superiori, oggi, hanno sospeso le lezioni, con un'adesione di studenti e professori superiore al 60 per cento.
"Riforma da matita blu". Stroncatura senza appello del ddl Buona Scuola da parte del noto linguista Tullio De Mauro, ospite di un convegno pubblico organizzato da Sel dedicato alla riforma della scuola del governo Renzi. "Il preside si trova ad amministrare soldi e decidere sulle materie senza contrappeso di sorta. Ha il potere di un pontefice - ha aggiunto l'ex ministro della Pubblica Istruzione - E' una trovata curiosa che in un pezzo dello stato ci sia un signore che è padrone di una fetta consistente di realtà. Non succede da nessun'altra parte"(video di Francesco Giovannetti)

Dal liceo classico Virgilio al Giulio Cesare, passando per gli istituti professionali e alberghieri. Perché se la riforma sulla Buona scuola riguarda l'intero Paese, è proprio nella Capitale e nel Lazio che si raggruppa il maggior numero di docenti precari: ben 15.105.

Sono loro che per un giorno giudicano l’alunno presidente del Consiglio:«Giorno 5 maggio consiglio di classe straordinario:750.000 docenti si riuniranno per discutere sul caso dell’alunno Matteo. L’alunno mostra poca partecipazione alle diverse attività, poco sensibile ai richiami, conosce le norme che regolano la vita della comunità, ma non sempre le rispetta.

Non ha ben sviluppato la capacità di ascolto: si distrae facilmente. Maggiori lacune si manifestano nello sviluppo delle competenze della lettura e comprensione di diversi testi scritti.  Gli insegnanti, al fine di potenziare e facilitare lo sviluppo delle capacità apprenditive, presentano un programma/percorso di recupero individualizzato volto a guidare l’alunno alla conquista di capacità logiche , scientifiche ed operative, ed alla progressiva maturazione della coscienza di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno»


Foto Gli striscioni 
Il caso Studenti bruciano test Invalsi 
Favorevoli "La Buona Scuola? Riforma dai mille pregi" 
Contrari «Non convince nessuno, governo torni indietro» 
Milano Per Renzi orecchie d'asino e nasi da pagliaccio 
Roma 'Riforma sì ma non così' 
Torino Un fischio comune 
Il caso Agnese Renzi entra in classe 
De Mauro "Preside manager? Potere assoluto come un pontefice"

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