mercoledì 27 maggio 2015

Severino, non tocca al Tar decidere Ultima scure su De Luca

Severino, non tocca al Tar decidere Ultima scure su De Luca (Antonella Mascali)

De LucaLA CASSAZIONE: È IL TRIBUNALE ORDINARIO A DOVER VALUTARE L’INCANDIDABILITÀ. PER L’EX SINDACO SARÀ PIÙ DURA SALVARSI.

A cinque giorni dalle elezioni regionali arriva una tegola in testa per Vincenzo De Luca, il candidato del Pd alla Regione Campania nonostante la legge Severino stabilisca l’incandidabilità di un condannato, sia pure non definitivo, per abuso d’ufficio.   Ieri le Sezioni Unite Civili della Cassazione, presiedute da Antonio Rovelli, hanno stabilito che non il Tar ma il giudice ordinario deve esprimersi sia sulla eleggibilità che sulla incandidabilità.   Una decisione, quella delle Cassazione, riunita nel suo massimo organo civile, che avrà inevitabilmente forti ripercussioni politiche. Ad essere coinvolto da questo verdetto non solo il candidato governatore De Luca, rimesso al posto di Sindaco di Salerno, dopo la sospensione, dal Tar in soli 3 giorni, ma anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, condannato per concorso in abuso d’ufficio, tornato al suo posto sempre per decisione del Tar.   I giudici hanno affrontato il caso in seguito al ricorso presentato dal Movimento difesa del cittadino, rappresentato dall’avvocato Gianluigi Pellegrino, per chiedere, appunto, che sia affermata la competenza del giudice ordinario, e non del Tar, sull’applicazione della Severino.
Durante l’udienza, a porte chiuse, il sostituto procuratore generale della Cassazione, Umberto Apice si è espresso proprio per la competenza del giudice ordinario: il giudice amministrativo “non ha giurisdizione sugli atti di sospensioni di amministratori locali legati alla legge Severino”.   In udienza c’era anche l’avvocato Lorenzo Lentini, in rappresentanza del sindaco De Magistris. Naturalmente, ha sostenuto la competenza del Tar.   GRANDE SODDISFAZIONE   dell’avvocato Pellegrino che (anche se ancora ufficiosamente, in attesa delle motivazioni), ha vinto il ricorso in Cassazione: “Abbiamo assunto una iniziativa per svelare l’ipocrisia della politica. Con la mano destra fa decadere un amministratore pubblico condannato e con la mano sinistra chiede ai giudici di disapplicare la legge. Dunque, se la politica ha il coraggio cancelli la legge Severino, altrimenti deve essere applicata”. Dopo questa sentenza qual è il destino dei due sindaci? “Per quanto riguarda il sindaco di Napoli De Magistris decade la rimessione alla Corte costituzionale a cui si era rivolto il Tar. Quanto alla sospensiva ottenuta da De Magistris, grazie alla quale è tornato a fare il sindaco, essa decade se De Magistris non ottiene dal giudice ordinario, entro 30 giorni, una nuova sospensiva e una nuova rimessione alla Corte costituzionale. De Luca, invece, se vincerà le elezioni come presidente della regione Campania o come consigliere regionale, sarà sospeso dal Consiglio dei ministri proprio per la legge Severino ma a quel punto non potrà più rivolgersi al Tar ma al giudice ordinario. Deve, quindi, sperare che gli vengano accolte le eccezioni di inconstituzionalità e gli venga concessa una sospensiva. Se ciò non dovesse avvenire, decadrebbe o da consigliere regionale o da presidente della Regione”.   SIA DE LUCA che De Magistris una speranza nel giudice ordinario possono averla se pensano al caso di un consigliere regionale pugliese, Fabiano Amati.   Sospeso dal suo incarico per la legge Severino, non si è rivolto al Tar ma al tribunale ordinario di Bari, era il maggio 2014, sollevando eccezione di incostituzionalità e chiedendo la sospensiva della sua rimozione. Ma il tribunale, a ottobre 2014, gli ha dato torto. Amati non si è arreso e si è rivolto alla corte d’Appello di Bari che ha accolto il suo ricorso nel gennaio di quest’anno: ha dichiarato fondate le eccezioni di incostituzionalità e lo ha reintegrato al Consiglio regionale pugliese. Amati ha avuto ragione, ma come si vede, i tempi non sono stati certo brevi.   Dopo la sentenza della Cassazione, i cittadini che vanno a votare in Campania, per citare ancora il caso De Luca, rischiano ancora di più di votare un presidente, o un consigliere, destinato alla sospensione. Forse anche per questo, secondo indiscrezioni, il giudice relatore Stefano Petitti è sollecitato a scrivere le motivazioni entro venerdì, dunque,   prima del voto. Della   sentenza di ieri approfitta, con un   tweet, l’avversario   di De Luca alla Regione Campania, il  candidato del centro-destra Stefano   Caldoro: “La Cassazione sulla Severino? È caos istituzionale in Campania. No   a candidati contro la   legge”.
Da Il Fatto Quotidiano del 26/05/2015.

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