venerdì 29 maggio 2015

Tar esclusi dalla Severino “Non è loro competenza” Arriva il dossier Cantone

Tar esclusi dalla Severino “Non è loro competenza” Arriva il dossier Cantone (LIANA MILELLA)

De MagistrisIL CASO. LE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE.

ROMA – De Magistris non doveva rivolgersi al Tar, ma al giudice ordinario quando ha chiesto di bloccare la sospensione imposta dal prefetto dopo la sua condanna per abuso di ufficio. Come scrive la Cassazione, in una sentenza lampo di 22 pagine, presidente Luigi Rovelli, relatore Stefano Petitti, la ragione è semplice: la questione riguarda l’elettorato passivo, materia che compete da sempre alla giustizia ordinaria, non certo a quella amministrativa. Niente Tar, solo i tribunali, come aveva chiesto la procura generale della Suprema corte. Neppure la sospensione del prefetto può giustificare un interlocutore del genere perché quell’atto non si configura come una scelta, ma solo come un atto dovuto, imposto dal decreto Severino sull’incandidabilità e ineleggibilità alle cariche pubbliche.
In tempi record perché incombe il voto, appena 48 ore tra la camera di consiglio e la sentenza, la Cassazione motiva le ragioni giuridiche che hanno fatto prevalere sul sindaco di Napoli, e indirettamente anche sul candidato governatore De Luca, le ragioni del Movimento difesa del consumatore che, con l’avvocato Gianluigi Pellegrino, si è aggiudicato la causa. Una frase, a pagina 20, può riassumere la sentenza: «Una volta che un cittadino sia eletto, le vicende soggettive che lo riguardano e che possono incidere sullo svolgimento delle funzioni per le quali egli è stato eletto pongono un problema rilevante non solo dal punto di vista dell’elettorato passivo, del quale anche l’espletamento delle funzioni elettive costituisce espressione, ma anche da quello del buon andamento dell’ente locale ». Nessuno spazio, in quest’ambito, per il Tar. Spetta tutto al giudice ordinario. Anche il ricorso alla Consulta non a caso già presentato in Puglia da una Corte di appello.
Ma anche dopo questa sentenza i dubbi sul decreto Severino restano. Batte il tasto il presidente dell’Authority anticorruzione Raffaele Cantone che preannuncia, a breve, una sua relazione al Parlamento «per indicare alcune discrasie della legge». Una legge, come dice Cantone, «utilissima, che va rafforzata e migliorata, alla quale fare il tagliando a 360 gradi in cui però spetterà alla politica decidere quali reati debbano comportare la sospensione ».
Da La Repubblica del 29/05/2015.

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